Parcheggio Sant’Anna, commissione per la revisione dell’accordo

autosilo ospedale S.Anna

La Provincia di Como valuta la possibilità di rivedere l’accordo di programma del Sant’Anna. Una commissione è al lavoro da qualche settimana e sta rileggendo da cima a fondo tutti i documenti che dal 2003 a oggi hanno composto il complicato mosaico giuridico-istituzionale del nuovo ospedale di San Fermo. L’obiettivo è chiaro: di fronte alla posizione intransigente del sindaco Pierluigi Mascetti, anche Villa Saporiti cerca nelle pieghe dell’intesa quei possibili punti deboli che potrebbero portare alla revisione dell’accordo.
Un lavoro condotto sin qui in silenzio ma in sintonia tra tutti i gruppi consiliari. Perché – è questa, forse, la vera novità – il no a qualsiasi cambiamento pronunciato dagli amministratori di San Fermo viene giudicato in modo negativo.
Non si tratta, spiegano da Villa Saporiti, di penalizzare il Comune nel quale ha sede l’ospedale, quanto piuttosto di ridistribuire risorse al momento destinate a un solo soggetto. E, soprattutto, di alleggerire la pressione esercitata sull’utenza.
Com’è noto, il Comune di San Fermo della Battaglia – in forza della convenzione siglata con la Regione sulla base dell’accordo di programma del 2003 – ha la concessione esclusiva dei 1.340 posti auto ricavati nei sotterranei del nosocomio. Una concessione che ha permesso allo stesso Comune di incassare dal 2011 a oggi circa 8,5 milioni di euro.
Questi soldi, però, sono soltanto una parte di quelli versati dagli utenti dell’ospedale. I parcheggi, infatti, sono gestiti da una società privata che si è aggiudicata un bando di gara nel 2013 (scaduto nel 2018 e prorogato sino alla fine di quest’anno).
Il bando prevede che al Comune sia versato il 71% degli incassi, al netto dell’Iva. La parte restante serve per l’aggio del concessionario e per la manutenzione ordinaria. Un rapido calcolo, basato sulle poste messe a bilancio nei rendiconti annuali di San Fermo dal 2011 al 2018 (per il 2019 si presume che le cifre non si discostino da quelle dell’anno precedente), permette di affermare che da quando l’ospedale è in funzione i cittadini comaschi e tutti gli utenti della struttura hanno versato nei parcometri tra i 12,3 e 12,8 milioni di euro. Una media di circa 1,3 milioni di euro l’anno. Un’enormità. Dovuta soprattutto a un sistema di tariffazione che da più parti viene giudicato vessatorio per gli utenti.
Posteggiare al Sant’Anna costa infatti 1,50 euro all’ora per le prime 2 ore e 1 euro per la terza ora. Più volte è stato chiesto di “invertire” il sistema tariffario, rendendo meno cara la prima ora e agevolando così, ad esempio, le persone che si recano in ospedale soltanto per ritirare un referto. Ma anche su questo non è stato possibile, almeno per il momento, ottenere alcun risultato né convincere San Fermo a cambiare idea.

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2 Commenti

  • Massimo Cordasco , 27 Novembre 2019 @ 16:25

    Gentile Direttore,
    ho l’impressione che si stia alimentando una polemica in sé forse giusta, ma posta in modo sbagliato tanto da dare l’impressione di offrire ai comaschi un parcheggio che appartiene all’ospedale e quindi alla Regione e non alla città e a servizio di tutti gli utenti lombardi e non.
    Questo comportamento ha, a mio modesto giudizio, il sapore di una rivincita di una partita persa in origine che genera solo rancore.

    Aggiungo che, se il parcheggio fosse stato gestito dal Comune di Como, i cittadini non si sarebbero neanche accorti dei benefici in termini di sistemazione di strade, di illuminazione e di verde pubblico.

    Appare opportuno che si abbandoni questa impostazione e si proceda ponendo all’attenzione pubblica solo il problema dalla tariffazione e dalla manutenzione. Posto che la Regione ha capacità legislativa, perché in nostri consiglieri regionali non portano nella sede giusta una proposta valida per tutto il territorio regionale di una norma che stabilisca le tariffe massime valide per tutti i posteggi annessi agli ospedali? Così la rappresentanza degli eletti avrebbe una funzione più nobile di quella della polemica fra le parti.

    Quanto alla Provincia mi dispiace apprendere che l’Ente, con il bilancio che si ritrova, impieghi personale allo scopo di “spulciare” la convenzione e tutti gli allegati pur di trovare “cavilli” tali da poter adire le vie legali.

    In fondo, se si punta davvero a raggiungere l’obiettivo vero (riduzione delle tariffe), basta cambiare impostazione e passo.

    Nel ringraziarLa per la cortesia invio cordiali saluti Massimo Cordasco.

    • Mario Rapisarda , 28 Novembre 2019 @ 11:56

      Studiare una tariffa regionale comune per tutti gli ospedali mi sembra un’ottima proposta.
      Grazie a Lei del contributo, cordialità.
      M.R.

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