Parchi cittadini, regna l’abbandono

C’è chi dice no L’assessore Peverelli: «Non ci sono risorse»
Erba incolta, giochi rotti o assenti, panchine danneggiate
Da oltre dieci anni, ogni mattina i volontari dell’Associazione Anziani della Circoscrizione 6 aprono i giardini di via Leoni, via Italia Libera e via Anzani. Da oltre dieci anni, ogni sera, all’ora stabilita dall’amministrazione comunale, rifanno lo stesso giro per chiudere i cancelli.
All’ente pubblico, per questo servizio chiedono un contributo di circa 11 euro al giorno, somma che copre la benzina e, forse, un caffè terminato il lavoro. Ora, Palazzo Cernezzi ha interrotto anche l’erogazione

di questo minimo contributo.
E i pensionati sono pronti a ribellarsi: «Se questa è la considerazione – attaccano – dal primo giugno interrompiamo il servizio. Vorrà dire che i giardini saranno sempre aperti o sempre chiusi».
La vicenda sollevata dall’Associazione Anziani della 6 è l’emblema di una situazione generale di sostanziale abbandono che, stando a chi frequenta i giardini e i parchi della città, contraddistingue da tempo la quasi totalità degli spazi verdi del capoluogo. Erba incolta, giochi per bambini inesistenti o rotti, panchine danneggiate, servizi igienici assenti, scarso controllo sono i maggiori problemi denunciati un po’ ovunque a Como. Disagi acuiti anche dalla scarsità di risorse e, nelle ultime settimane, dall’impasse che sta ritardando l’approvazione del bilancio di Palazzo Cernezzi.
«Dal 1998 ci siamo messi a disposizione del Comune per questo servizio di apertura e chiusura dei giardini – spiega il presidente dell’Associazione Anziani, Pasquale Traficante – Con l’allora sindaco Alberto Botta era stata fatta una bozza di convenzione e ci sono stati riconosciuti 8 milioni delle vecchie lire per il lavoro. Da allora ci sono sempre stati erogati, convertiti poi naturalmente in 4mila euro. Dal 2009 però il versamento del contributo si è interrotto».
«A gennaio abbiamo avuto un incontro con il sindaco per chiedere di sbloccare la situazione – prosegue il tesoriere, Cesarina Carnevali – Da allora però non abbiamo più avuto alcuna risposta. Nei giorni scorsi abbiamo inviato una nuova lettera per chiedere un intervento. Per l’apertura e la chiusura dei cancelli riconosciamo un rimborso spese a un volontario, ma ora non siamo più in grado di erogare questa somma e quindi siamo chiaramente in difficoltà».
«Abbiamo continuato a effettuare il servizio ma ora basta – dice poi Giovanni Carosiello – Ci siamo sempre impegnati con passione, ma che dobbiamo anche spendere soldi di tasca nostra mi sembra una beffa. Da giugno, se non avremo il contributo, non ci occuperemo più di apertura e chiusura dei giardini».
«Vorrà dire che i giardini saranno sempre aperti, a discapito della sicurezza – aggiunge Ebe Affini – o in alternativa sempre chiusi. Non vorremmo lanciare un ultimatum, ma se non ci danno alternative siamo costretti ad arrivare a questo punto».
Naturalmente, non è l’unico problema dei giardini. «Basta guardarsi intorno, in via Anzani come in via Leoni o via Italia Libera – dice Giuliana Bianchi – In generale la situazione è di quasi totale abbandono. Ovunque ormai c’è il problema della mancanza di servizi igienici. È un disagio per gli utenti e inoltre spesso porta le persone a usare i parchi come latrine a cielo aperto».
«Manca del tutto la sorveglianza e questo è un problema che riguarda tutti i parchi della città – dice Isabella Resio – Ho due nipotini e da 6 anni ormai frequento giardinetti e spazi gioco. È uguale ovunque, non c’è controllo e così ci sono sempre persone che si sentono autorizzate a fare quello che vogliono. Noi ci mettiamo anche la buona volontà, ma non basta».
C’è chi chiede un numero maggiore di cestini per la spazzatura e chi vorrebbe panchine nuove, chi invoca più ordine e pulizia e chi punta il dito contro maleducazione e inciviltà.
In tema di inciviltà, nel mirino degli utenti dei parchi ci sono i proprietari di cani.
«Sono stati creati spazi ad hoc per i bisogni dei cani e non sono pochi – dice Adele Bottini – Nonostante questo i proprietari portano i cani ovunque, anche dove ci sono i divieti, sentendosi autorizzati a lasciarli liberi. E se osi chiedere più attenzione o suggerire di andare in un’area apposita, nella maggior parte dei casi ti senti pure rispondere male».
In via Vittorio Emanuele, la protesta delle mamme per le condizioni dei giardinetti ha sortito i primi effetti.
«Hanno aggiustato i giochi in legno che erano rotti e creavano pericolo – dice Alessandra Verga – Lo spazio è stato anche pulito ed è sicuramente migliorata la situazione. Speriamo che duri. Mi auguro poi che mettano mano anche ai giardini a lago, hanno riverniciato i giochi ma se ci fosse qualcosa in più non sarebbe un male, per i comaschi ma anche per i turisti». «Le lamentele hanno sortito risultati, per fortuna – aggiunge Sabrina Restani – I giardini di via Vittorio Emanuele sono stati puliti e sistemati. Resta il problema dei bagni e di un certo sovraffollamento in alcune ore, ma la situazione è davvero migliorata».
«Il problema più grosso resta la mancanza di servizi igienici – dice Barbara Merlo – In via Vittorio Emanuele ci sono ma le condizioni non sono certo le migliori. Quando fa caldo l’odore è nauseante. Capisco che ci vogliano anche educazione e rispetto degli utenti, ma una maggiore attenzione alla pulizia e alla cura sarebbe auspicabile».

Anna Campaniello

Nella foto:
Anche i giardini a lago sono da tempo in una situazione di degrado da cui sembra impossibile uscire (Foto Mv)

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