Pari al Sinigaglia: Como-Benevento termina 1-1

Alberto Cerri

Il sapore è quello di una occasione persa e di una squadra che in questo momento fa enorme fatica a superare i suoi limiti e ad alzare l’asticella. Vero è che di fronte c’era una formazione accreditata come il Benevento; altrettanto vero il fatto che il Como abbia messo grande impegno. Ma alla fine se non si è concreti, se non si sfrutta una superiorità numerica per buona parte del match e si commettono clamorosi errori in difesa le partite non si vincono. E senza i tre punti in un campionato oltremodo impegnativo come la serie B non si fa molta strada.

Como-Benevento allo stadio Sinigaglia è terminata 1-1. Visto così un pareggio che ci può stare, contro una formazione che era reduce dal successo per 4-1 con il Cittadella. Una squadra che è tra le più accreditate per la promozione in A, con una serie di giocatori che in anni recenti sono stati protagonisti nella massima serie.

Ma, a ben guardare, questo 1-1 muove sì la classifica, ma lascia l’amaro in bocca e una sensazione di qualcosa di inespresso. Nella sostanza, in vantaggio con il Benevento grazie a un calcio di rigore di Alberto Cerri al 34’′ del primo tempo, complice il solito errore difensivo i lariani si sono fatti raggiungere al 40’′ da uno spunto del bomber Gianluca Lapadula.
E qui, davvero, bisognerebbe capire davvero che cosa sia passato per la testa del difensore azzurro Marco Varnier, che al limite della sua area ha optato per un inutile colpo di tacco in una situazione in cui si sarebbe potuto disimpegnare diversamente. Il risultato: palla rubata dagli avversari, veloce 1-2 e Lapadula che realizza la rete del pari.
E questo rimane un limite del Como, complicarsi inutilmente la vita quando bisognerebbe evitarlo.

Come detto, in 10 contro 11 per quasi tutto i match, buona volontà e impegno non sono mancati, ma gli azzurri sono apparsi spesso confusi. Gattuso ha anche fatto scelte coraggiose, lasciando fuori qualche “vip” e inserendo fin dal primo minuto Tommaso Arrigoni e Andrea Cagnano, preferiti a Ismail H’Maidat e Nikolas Ioannou. Per tutto il match ha sempre tenuto in campo quattro elementi d’attacco, ma in concreto le occasioni non sono state molte. Più che altro una pressione come al solito sterile.
Belle azioni in avanti non sono mancate ma, al tirar delle somme, pochi i momenti in cui i lariani sono stati davvero pericolosi. Anzi, nel finale sono stati addirittura gli ospiti, con un paio di contropiedi ficcanti, a rischiare di vincere la partita con un Lapadula sempre scatenato e sempre pronto a sfruttare ogni occasione.

Ma per i padroni di casa sarebbe stata oggettivamente una beffa.
Un match terminato con i giocatori del Como che alla fine hanno raccolto l’applauso dei loro fan, a partire da quelli della curva, che è tornata di nuovo piena e rumorosa, dopo che i sostenitori hanno deciso di sospendere la loro protesta per il Green pass e di essere vicini agli azzurri in questa fase delicata. Applausi anche dalla tribuna, che solitamente è il settore in cui si sollevano più mugugni.

Il prossimo match al Sinigaglia sarà uno scontro diretto, visto che il 16 ottobre sarà ospite un’altra neopromossa, l’Alessandria. Prima, tra sette giorni, la trasferta contro il Brescia secondo in classifica, compagine costruita per puntare alla serie A.

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