Parquet sul lungolago, pontile con effetto “africano”

altLa città che cambia
Da ieri nuovo look per lo spazio antistante la biglietteria della Navigazione

Un’estate ricca di novità quella di Como per i turisti e i cittadini. Ieri, sotto il sole cocente, è stata portata a termine anche la riqualificazione dello spazio antistante la biglietteria della Navigazione. Ancora una volta, “Amici di Como” e “Consorzio Como Turistica”, dopo la riapertura del lungolago e del tratto di strada che conduce ai giardini, hanno abbellito un altro lotto del cantiere, quello di fronte al pontile numero 4.
Lo spazio, circa 200 metri quadri, è stato ricoperto

da un pavimento di mogano africano e consentirà ai turisti in partenza di attendere i battelli all’ombra dei bambù o sotto il gazebo, seduti comodamente su panchine di legno.
L’inaugurazione, prevista per le 11, è slittata nel pomeriggio per la forte affluenza di turisti che, involontariamente, hanno intralciato la posa del parquet. Sul luogo erano presenti il patron del Consorzio, Daniele Brunati, e l’architetto progettista, Gianmarco Martorana.
L’apertura di questo breve tratto, ma comunque utile e funzionale, è stato accolta in maniera favorevole. Matteo Gamondo, tornato qui dopo molti anni e abituato alla realtà milanese, trova la città «molto carina e ordinata, quasi come se fossimo in Svizzera». Ma «l’importante è andare avanti nella riqualificazione dell’intera area e non lasciar cadere nel degrado il resto della passeggiata».
In attesa d’imbarcarsi, Piergiuseppe Radice decide di fare una passeggiata sul lungolago. In macchina da Garbagnate Milanese, ha scelto Como per il weekend. «Sono quasi 20 anni che non vengo più qui – dice – la città è molto cambiata». In accordo con la moglie, Vincenza Di Rosa, apprezza molto «la nuova passeggiata, soprattutto per i giochi d’acqua» e considera «ottimo» il nuovo intervento.
Gli fa eco la moglie, che però ammette che il vero problema di Como sono «i parcheggi, difficili da trovare e piuttosto costosi».
Chi vive in centro città, come Franca Nives Scavini, considera «indispensabile l’opera di riqualificazione, seppur provvisoria, della passeggiata» e non può che riconoscere «l’impegno di Amici di Como e del Consorzio, a cui il Comune deve dire “grazie”».
«Per alcuni aspetti – afferma – la città è molto migliorata, ma non si può lasciare che il degrado prenda il sopravvento».
Grazie all’intervento dei privati, la zona antistante la biglietteria è diventata più accogliente e permette di godere della vista del lago, prima impedita dalle alte palizzate di legno e dai grigliati in acciaio.
Per la prima volta in vacanza sul Lago di Como, Giorgio Zambrino ammette di trovare «molto bella questa parte della città» ma critica lo stato di abbandono della periferia. Egli aggiunge di essere favorevole all’aiuto dei privati «anche se dovrebbe essere il Comune ad intervenire in determinate situazioni». Per la moglie, Patrizia Gulluscio, «non valorizzare questa parte della città sarebbe proprio un peccato».
Il confronto tra la vecchia passeggiata, esistente prima dell’inizio dei lavori delle paratie, e il lungolago provvisorio, sponsorizzato da imprenditori, commercianti, artigiani e albergatori, fa dire a Renza Pagani che «tutto ciò che serve ad apportare miglioramenti alla città va accettato, sia che venga dal Comune che dai privati cittadini».
Chi sembra apprezzare molto i listoni di parquet appena posati è Evelina Borgesi, che paragona l’area al ponte di una nave. «È bello vedere – dice – che gli imprenditori si sono uniti per collaborare in un progetto che accontenterà tutti, soprattutto i turisti. Questi gesti dimostrano che, con il contributo e la generosità di molti, si può lavorare bene e in tempi brevi; l’impegno che ci stanno mettendo per restituire il lungolago ai cittadini e ai visitatori è un segnale di affetto, prima di tutto verso la propria città e quanti vi arrivano per trascorrere le vacanze».
A questo punto, si auspica che il lungolago e le zone riaperte grazie all’intervento di oltre 60 aziende rimangano accessibili anche dopo ottobre, quando invece è stato previsto lo smantellamento delle installazioni.

Giorgia Amarotti

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