Parte la caccia al web “locale”

Su Internet

Boris Johnson, sindaco di Londra, non ha perso tempo. La sua è la prima città con dominio web su misura: “.london”. Il 2014 di Internet segnerà la svolta sul piano della visibilità: le città avranno infatti l’opportunità di sfruttare a proprio vantaggio la rete grazie ai nuovi domini web personalizzati.
Merito dell’Icann, Internet corporation for assigned names and numbers, l’ente che gestisce l’assegnazione degli indirizzi online. Un mese fa ha dato il via a una rivoluzione nella

gestione dei “General Top Level Domains”. In futuro insomma pare saranno sempre più in vista siti con estensioni come “.como” o “.lecco” al posto dei classici “.com” e “.it”.
Per l’assegnazione del dominio serve però l’approvazione dell’Icann stesso (New York è in attesa da luglio del verdetto sul sito “.nyc” e in lista vogliono mettersi anche Parigi e Vienna). E possono mettersi in coda non solo città e Paesi interi ma anche marchi e brand. A quando un dominio “.seta.como”?, allora? L’arrivo dei domini “personalizzati” pare sia molto atteso da chi fa business sul web, soprattutto in termini di investimenti e prospettive che si potrebbero aprire per lo sviluppo economico, anche se tutti sono memori del sostanziale fallimento dell’estensione europea dei siti web (“.eu”): sembrava dovesse far esplodere domini Internet di interesse continentale, per mettere in luce l’Unione sul web, ma oggi è un binario pressoché morto.

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