Passaggi a livello, il grido di chi vive, lavora e studia in città: «No, il Comune non doveva cedere»

passaggio a livello Como viale Lecco via Grossi

Paralizzati dai passaggi a livello. Chi vive, lavora e studia a Como, sull’asse tra viale Battisti, viale Lecco, via Petrarca e piazzale Gerbetto, ancora non ci vuole credere.
Da oggi i tempi delle sbarre abbassate, della “prigionia” raddoppiano. I commercianti non si capacitano che la politica, e il Comune di Como in particolare, abbia già gettato la spugna.
È laconica la riflessione del presidente di Confcommercio Como, Giovanni Ciceri sull’argomento. «Ma è possibile che a Erba e Mariano Comense si studi come interrare la ferrovia per i problemi di traffico e nel capoluogo, a Como, si possa solo subire?» si chiede Ciceri.
Anche Claudio Casartelli, numero uno di Confesercenti Como è deluso e contrariato. «Due mesi fa il sindaco Landriscina e l’assessore Gervasoni avevano detto che erano pronti anche a fermare i treni a Como Borghi per evitare la paralisi – ricorda Casartelli – Noi abbiamo detto subito che saremmo andati sui binari con loro. E poi? Sono passate le settimane e non si è fatto più nulla».
«La tecnologia ovunque aiuta il cittadino, a Como no, lo penalizza – dice ancora Casartelli – Viale Battisti paralizzata rappresenta un danno per il mercato coperto e quello sotto le mura, ma non solo. Tutti soffrono nel caos, in colonna. Si arriva in ritardo, si crea inquinamento».
Raggiungiamo al telefono Marco Cassina, commerciante del centro e presidente di Federmoda Como di Confcommercio, mentre si trova in auto in centro a Milano. «Sto passando ora tra due tram, possibile che qui per regolare il traffico sia sufficiente un semaforo?» chiede Cassina.
«I treni tra Como Lago e Borghi hanno una velocità molto ridotta. Non stiamo parlando degli Italo o dei Frecciarossa – prosegue – A Zurigo, in tante città del Nord Europa, ma anche a Tel Aviv e Gerusalemme, ho visto i treni che attraversano le strade senza neppure le sbarre. Basta un semaforo ben evidente, con delle telecamere che danno eventuali multe salate ai trasgressori».
«Nessuno vuole sottovalutare le questioni di sicurezza – sottolinea Cassina – ma esiste situazione e situazione. Qui si rischia di paralizzare tutto il girone. Il sabato già viale Battisti ha dei problemi per l’afflusso dei veicoli in autosilo, vedremo ora. Personalmente avrei sposato anche l’idea di fermare i treni a Borghi e realizzare tra Borghi e Como Lago un percorso ciclopedonale. Invece nulla» conclude Cassina.
Impossibile dimenticare poi come sull’asse di viale Cattaneo – viale Battisti insistano alcune delle maggiori scuole della convalle: Caio Plinio, Liceo Volta, Teresa Ciceri, Canossiane, attrattori naturali di traffico.
«La situazione da gestire sarà molto pesante – ammette Simona Saladini, vicedirettrice delle Canossiane – Noi abbiamo oltre 800 studenti di tutte le età. Comprensibilmente in questo periodo di misure anti-Covid anche i più grandi evitano il mezzo pubblico e vengono accompagnati dai genitori in auto. Abbiamo ingressi a orari differenziati, ma con un simile caos, nessuno riuscirà più ad arrivare in orario».
«Mi meraviglio che le istanze del Comune non siano state ascoltate – dice ancora Simona Saladini – Forse anche il vuoto amministrativo per il cambio dell’assessore alla Viabilità non ha giovato. Noi invitiamo il sindaco a non cedere. Si tratta di un tema troppo importante per migliaia di famiglie. Si faccia un monitoraggio della situazione di questi giorni e si porti le istanze sui tavoli giusti, serve coraggio», conclude la vicedirettrice.
Ieri sera all’interno del telegiornale di Etv, un servizio di Elisa Santamaria ha dimostrato come la situazione in viale Battisti è destinata a diventare insostenibile e raccolto le voci dei commercianti della zona e di alcuni residenti. «I cittadini faranno una rivoluzione», ha commentato una barista da dietro al bancone. «Ci saranno file interminabili». «Si creerà ancora più smog».
C’è chi si preoccupa anche di un altro fattore. «Nelle ore di punta il traffico si blocca e a volte le auto rimangono tra le sbarre – spiega un commerciante – sembra che ora non si potranno più alzare. Cosa succederà?». Infine c’è chi critica l’amministrazione. «Il Comune avrebbe potuto fare di più. Servirebbero persone più competenti», sentenzia un’elegante signora.

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