Passaggi a livello, problemi e soluzioni. Dalla monorotaia al tavolo con Trenord

passaggio a livello Como viale Lecco via Grossi

Risorsa o problema? L’arrivo di due linee ferroviarie fino al centro di Como è sicuramente una risorsa dal punto di vista della mobilità. La presenza di una stazione a lago, dal 1885, è ancora, soprattutto in chiave turistica, un fiore all’occhiello di interscambio intermodale di mezzi pubblici, tra treni, battelli, funicolare e autobus. I problemi derivano però dai quattro passaggi a livello tra Como Borghi e Como Lago. Ora l’allungamento dei tempi delle sbarre in viale Battisti potrebbe creare un “tappo” per il girone, bloccando anche l’asse di via Milano e viale Cattaneo. L’altra questione, aperta da tempo immemore, e che rischia di peggiorare, sono i tempi già lunghissimi dell’abbassamento delle barriere tra via Petrarca e piazzale Gerbetto. Oltre 10 minuti in alcune ore del giorno, ovvero quando si incrociano i treni diretti verso Como e Milano. L’ultimo intervento per attenuare i disagi da passaggio a livello abbassato risale al 2011. Porta la firma dell’ex assessore regionale Giorgio Pozzi, esponente di spicco di Forza Italia e poi del Pdl, che assunse anche la presidenza di Nord Energia. Venne installato un cartello a messaggio variabile tra via Petrarca e via Dante, che segnala agli automobilisti di seguire un percorso alternativo quando le sbarre sono abbassate. «È vero, sono passati già tanti anni» dice Pozzi, raggiunto al telefono negli Stati Uniti, dove si trova per lavoro. «Alla città servirebbero delle risposte, su questioni di normale amministrazione. Ma io preferisco non commentare, sono fuori dai giochi, ora faccio l’imprenditore nel mondo del design».
C’è poi chi da 15 anni predica nel vuoto, con una soluzione che altre città hanno già adottato, come l’architetto Fernando De Simone, che il 7 marzo inaugurerà, con la Intamin Trasportation, la monorotaia di Bologna, 5 chilometri tra l’aeroporto e la stazione.
«Mi piacerebbe se ci fosse qualcuno di Como all’inaugurazione – spiega l’architetto – Si tratta di una soluzione ideale per la vostra città. Gli spazi del suolo sono quelli che sono, pensare di andare sottoterra è antieconomico, servono almeno 18mila passeggeri all’ora per la metropolitana. Per la redditività della monorotaia sopraelevata nel bastano 1.200. C’è un progetto che potrebbe partire da Grandate, potenziando il parcheggio fino a 5mila posti, con un anello fino all’attuale ospedale, stazione intermedia all’autosilo Valmulini. Si parla di investimenti di circa 18 milioni al chilometro, ma sono cifre recuperabili attraverso la gestione dei parcheggi. L’Unione Europea finanzierebbe il 20% dell’opera. Peccato non sfruttare l’opportunità, e non sto vendendo la mia società per fare la monorotaia, nel mondo ci sono già venti aziende che operano su questo tipo di trasporto».
«La questione di Como Borghi non è mai stata risolta, mi risulta per un veto di Trenord in tema di sicurezza, ora le difficoltà potrebbero spostarsi anche in viale Battisti, credo che il Comune debba riconvocare le ferrovie – commenta infine Mario Lavatelli, presidente dell’Acus, Associazione civica utenti della Strada – Di sottopasso non si parla più, mentre la metropolitana leggera è diventata negli anni una chimera».
Le telecamere
Intanto le telecamere di monitoraggio dei passaggi a livello di viale Lecco completano il nuovo sistema di sicurezza installato lungo la linea ferroviaria da Ferrovienord. Strumenti per elevare gli standard di controllo che potrebbero però allungare notevolmente i tempi di chiusura delle sbarre in una zona del capoluogo in cui il traffico è già messo a dura prova dai binari.
I nuovi sistemi di controllo sono stati appena installati lungo la tratta da Como Camerlata a Como Lago, come confermato da Ferrovienord. Le telecamere che sorvegliano in tempo reale, 24 ore su 24, i passaggi a livello, fanno parte del sistema. «Questo apparecchi sono uno degli elementi del nuovo sistema, che è stato realizzato in base alle prescrizioni dell’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie», spiegano dalla società.
«Le telecamere aumentano la sicurezza dei passaggi a livello – aggiungono – perché consentono un monitoraggio costante e permettono, qualora l’attraversamento non fosse libero al momento in cui devono abbassarsi le sbarre, di intervenire in tempo reale. Gli impianti sono stati posizionati nell’ambito dei lavori di adeguamento». Il sistema di controllo automatico entrerà in vigore a breve, appena Ferrovienord avrà l’autorizzazione dell’Agenzia nazionale per la sicurezza.

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