Passioni in forma di lago

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Libri comaschi – Domani, alla Ubik di piazza San Fedele a Como, il nuovo romanzo di Giorgio Albonico pubblicato dall’Editoriale Lariana
Quando il territorio dà voce alle emozioni

Amori profondi quanto difficili, anzi pressoché impossibili. Ma vale la pena viverli comunque, anche se il verdetto alla fine è negativo e lo si dà per scontato in partenza. Perché, senza Eros, la vita non ha sapore, è una vana giostra priva di senso.
Appuntamento da non perdere con la letteratura “made in Como” domani, 23 gennaio, a partire dalle ore 18, nello spazio incontri della libreria “Ubik” di Como in piazza San Fedele (ingresso libero).
Verrà presentato il nuovo romanzo

dello scrittore lariano Giorgio Albonico Le acque scure del lago (Editoriale Lariana, pp. 148, 12 euro). L’autore dialogherà con Lorenzo Morandotti, redattore delle pagine culturali del “Corriere di Como”.
Un libro di passioni che prendono forma di lago, questa nuova prova di Albonico, medico (esercita come dentista al Sant’Anna) oltre che scrittore, che in passato ha privilegiato la fiction ambientata nell’antichità per interrogare la sapienza dei greci e proporla ai lettori di oggi come modello di esperienza e di vita.
Il filo conduttore del libro di Giorgio Albonico che, come detto, verrà presentato in anteprima domani è l’amore, ossia la passione predominante che un anziano professore, uno psichiatra, avverte dolcissimo per una giovane contessa e quello violento e tragico che unisce la stessa giovane a un amante crudele che l’ha sottoposta a una sorta di stalking psicologico.
Un gioco sottile di specchi e sullo sfondo, i paesaggi del lago con le loro puntuali corrispondenze con gli stati d’animo della protagonista.
Il tutto ambientato nella Como del primo dopoguerra, dove nonostante le difficoltà economiche in cui versava la gran parte della popolazione l’alta borghesia viveva ancora sopra le righe in una “bolla” di spensieratezza sconsiderata.
«Il mio romanzo, che mi è costato circa un anno di lavoro in più stesure e con varie fasi evolutive – dice Giorgio Albonico – è un romanzo d’amore a tutti gli effetti, che rispecchia una passione impossibile perché non può essere consumata né corrisposta. Eppure, come faccio dire a un personaggio, proprio l’amore è l’unica cosa per cui davvero valga la pena vivere. È il sale della vita come si suol dire».
Viene fuori dal romanzo anche un ritratto della Como che usciva dalla Seconda guerra mondiale.
«Sì, c’è un dialogo continuo tra i sentimenti della protagonista femminile e le tonalità che assume la superficie del lago: plumbea e impenetrabile quando lei vive momenti di depressione profonda, che rasenta la disperazione nella rimembranza dell’amore perduto, e momenti luminosi quando l’animo ricorda i momenti felici che pure ha vissuto la donna. In effetti ho voluto costruire il mio romanzo scandendolo con un continuo dialogo tra le acque del lago, che danno il titolo peraltro al libro, e i personaggi. Fra il territorio e l’anima. Dove l’amore è una potente forza vitale, capace di tenere in vita personaggi che altrimenti sarebbero vuoti e incapaci di qualsiasi altro sentimento».
Ci sono modelli letterari? «Il Flaubert di Madame Bovary – conclude Albonico – diceva che nella sua sfortunata eroina c’era qualcosa di lui. Personalmente, non amo l’autobiografia: l’adesione profonda del narratore a un territorio, ai sentimenti che la sua natura rispecchia basta, secondo me, a far scaturire storie che abbiano una valenza universale».

Nella foto:
Lo scrittore Giorgio Albonico, autore del romanzo Le acque scure del lago, pubblicato dall’Editoriale Lariana

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