Pastore tedesco sbranò due piccoli cani. Il giudice concede gli “arresti domiciliari”

La storia – Soltanto dopo un esito positivo delle cure a cui sarà sottoposto potrà tornare “libero”
Era sotto la custodia dell’Asl. Potrà uscire solo per seguire un programma terapeutico

“Arresti domiciliari” per un pastore tedesco responsabile di aver attaccato e ucciso due cagnolini di piccola taglia. L’animale era stato rinchiuso nel canile sanitario dell’Asl ma il proprietario ha chiesto e ottenuto la possibilità di riavere il suo amico a quattro zampe, che dovrà però rimanere in casa e potrà uscire solo per partecipare a un programma terapeutico comportamentale.
La curiosa decisione è stata presa nei giorni scorsi dal giudice per le indagini preliminari di Como. Il gip ha accolto

la richiesta di «revoca del sequestro preventivo» del cane presentata da Roberto Rallo, legale del proprietario del pastore tedesco. La domanda era stata corredata da un’apposita relazione compilata da un esperto comportamentale, secondo il quale l’animale ha agito per «istinto predatorio nei confronti di cani di piccola taglia che abbaiavano contro di lui».
Il pastore tedesco si era reso protagonista di una prima aggressione nell’agosto del 2011, quando aveva sbranato un cane di piccola taglia. Dopo quel primo episodio era stato sottoposto a un primo trattamento terapeutico per la correzione del comportamento. Nel marzo scorso però, a Sala Comacina, il pastore tedesco ha aggredito e ucciso un meticcio che gli aveva abbaiato contro. Dopo questo secondo episodio, il pastore tedesco era stato sottoposto a sequestro preventivo e rinchiuso nel canile sanitario dell’Asl.
Tramite l’avvocato Roberto Rallo, il proprietario ha chiesto i “domiciliari” per l’animale. Secondo quanto sostenuto dalla difesa, «il pericolo di protrazione del reato può essere evitato con apposite disposizioni di prevenzione». Nel concreto, il giudice ha concesso al cane di tornare a casa, imponendo al proprietario di tenere l’animale in uno spazio ben recintato dal quale non possa uscire, impedendogli di fatto di entrare in contatto con altri animali.
Niente passeggiate né uscite al parco per il pastore tedesco, che potrà allontanarsi dal domicilio esclusivamente per partecipare alle sedute di un nuovo programma terapeutico per la correzione del comportamento. Naturalmente, in tutti questi casi l’animale dovrà essere rigorosamente munito di guinzaglio e museruola.
Il provvedimento restrittivo resterà in vigore almeno fino al termine del programma terapeutico. Finite le sedute, toccherà ai responsabili del dipartimento veterinario dell’Asl intervenire per verificare l’esito delle “cure”. Un esperto dovrà sottoporre ad un apposito esame il pastore tedesco e accertare se l’animale sia o meno “guarito”. Soltanto nel caso di esito positivo, al cane potrebbero essere revocati gli arresti domiciliari.
Per la cronaca, i curiosi provvedimenti che riguardano il pastore tedesco sono solamente un corollario della vicenda giudiziaria vera e propria, con la denuncia penale che naturalmente è indirizzata al proprietario del cane, chiamato a rispondere del comportamento del suo inseparabile amico a quattro zampe poco socievole nei confronti dei suoi simili di piccola taglia.

Anna Campaniello

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