Pasticcio Como

Calcio – Calma, ma soltanto apparente, tra Rivetti e Di Bari, dopo che è saltato il passaggio delle quote dall’ex presidente a quello attuale
La quiete dopo la tempesta. Ma si tratta solo di uno stato di calma apparente, perché sotto la cenere cova un fuoco pronto a scatenarsi. La mancata vendita delle quote del Calcio Como da Antonio Di Bari ad Amilcare Rivetti potrebbe portare a uno scontro frontale anche se la situazione, appunto, in questo momento pare tranquilla.
Tutto sembrava a posto, con l’accordo raggiunto e l’appuntamento da un notaio in città l’altro ieri. Poi, però, Antonio Di Bari ha cambiato idea. E tutto è saltato

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Le voci su questo stop si sono accavallate: si parla di una mancata intesa su quella che dovrebbe essere la buona uscita dell’ex presidente. Ma si dice anche che Di Bari, più che cedere a Rivetti, vorrebbe trattare direttamente con la cordata di imprenditori comaschi che è pronta a supportare l’attuale numero uno.
Cordata che dal canto suo non ha alcuna voglia di incontrare Di Bari e che intende proseguire secondo il suo programma, interagendo esclusivamente con Rivetti.
Da oggi a lunedì non dovrebbero esserci grandi novità su questo fronte, anche perché l’attenzione è concentrata sulla partita che il Como gioca questa sera in anticipo sul campo di Avellino.
Ma certo è che i professionisti che seguono i due contendenti (oltre che la cordata degli imprenditori lariani) sono al lavoro per studiare la situazione e, in particolare, le prossime mosse.
Non è chiaro, soprattutto che cosa abbia in mente Antonio Di Bari. E c’è anche chi non esclude che l’ex presidente, che appunto mantiene il 48,5 della società, possa anche partecipare – ma sarebbe davvero clamoroso – alla ricapitalizzazione che ha come termine fissato il prossimo 15 dicembre.
Ma sarebbe clamoroso, anche perché, di fatto, sarebbe la concessione di un supporto economico in una situazione in cui sono gli altri a decidere. Sicuramente un ruolo a cui Di Bari non è abituato.
Certo è che, come si è sempre detto nelle ultime settimane – e il discorso è ancora valido – quando si parla di Calcio Como, inteso come società, le sorprese sono sempre all’ordine del giorno.
E anche questa vicenda tra l’ex presidente e quello attuale non fa eccezione.
Questioni che oscurano quello che di fatto è l’evento sportivo. perché questa sera alle 20.30 la squadra di mister Ernestino Ramella scende in campo ad Avellino, nel remake di uno scontro glorioso ai tempi della serie A.
Perché le due contendenti negli anni Ottanta hanno scritto importanti pagine di storia in una fase in cui le cosiddette “provinciali” mettevano davvero in difficoltà le grandi squadre e per tutti le trasferte al Partenio o al Sinigaglia erano davvero temibili.
Altri tempi, sia per la serie A che per il Como e l’Avellino, che da quegli anni hanno poi avuto tante vicissitudini e ora si ritrovano in Prima Divisione. Ma è anche per la buona tradizione della due squadre che il match odierno è stato scelto come anticipo: da oggi, infatti, ci sarà sempre una gara disputata di venerdì per consentire la diretta su Sportitalia. E per la “prima” è stata scelta proprio la partita tra le due ex squadre di serie A.
Il Como giunge a questa sfida con una situazione migliore rispetto a quella degli irpini: i lariani, infatti, sono alle soglie dei playoff, mentre la compagine campana è indietro, a quota 15.
Mister Ramella, come è noto, non potrà far giocare il centrocampista Marc Lewandowski, squalificato per un turno, mentre all’ultimo momento, dopo l’allenamento di questa mattina in terra irpina, prenderà una decisione su Giambruno.
Il portiere titolare si è infatti infortunato con il Carpi, ma potrebbe anche recuperare. In caso di forfait dovrebbe sostituirlo il tedesco Twardzick.

Massimo Moscardi

Nella foto:
Detiene il 48,5%
Antonio Di Bari, ex presidente del Como, per ora non ha ancora ceduto le sue quote al nuovo numero uno, Amilcare Rivetti

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