Patria, i Beni Culturali non hanno ancora deciso

Piroscafo Patria

Tutto tace sul fronte del Patria. La società Lake of Como Steamship Company Snc, costituita da Giorgio Porta ed Enrico Guggiari, che a novembre dello scorso anno si è aggiudicata l’appalto ottenendo il via libera della commissione tecnica provinciale, è in attesa di conoscere un altro verdetto, prima di poter dare il via libera ai lavori di ristrutturazione. Si tratta dell’autorizzazione all’uso del bene da parte del Segretariato regionale dei Beni Culturali. Il permesso sarebbe dovuto arrivare entro il 3 maggio, termine ultimo dei 120 giorni a disposizione dell’ente per esprimere un parere. «Invece è tutto bloccato. Non è ancora arrivata nessuna autorizzazione. Nulla si muove» spiega amareggiato Enrico Guggiari che si sta occupando del progetto per rimettere in moto il piroscafo ormeggiato davanti a Villa Olmo. «Siamo passati dal momento iniziale in cui, subito dopo aver presentato il progetto, abbiamo riscontrato un ottimo gradimento sia da parte di investitori sia da parte dell’opinione pubblica ad ora che invece siamo del tutto fermi in attesa di conoscere il destino», continua Guggiari.
Secondo l’imprenditore comasco due sono i possibili scenari: «Andare affondo – dice ancora – come accadrà al piroscafo se non viene sistemato, oppure mettercela tutta per farlo rinascere».
Il progetto presentato dai due imprenditori è ambizioso: mini crociere, da tre giorni massimo, sul lago di durante i mesi estivi, mentre per il resto dell’anno il piroscafo sarà a disposizione per ospitare eventi culturali, come mostre. È ottimista invece sul destino dello storico battello Matteo Accardi, dirigente del Settore Affari Generali, Istituzionali e Legali della Provincia di Como. «L’offerta della società di Porta e Guggiari valorizza molto l’utilizzo del Patria, per questo motivo sono fiducioso che a breve sarà rilasciata l’autorizzazione all’uso da parte del segretariato regionale dei beni culturali». La durata della concessione è di 12 anni, per un valore minimo di 300mila euro.

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