“Patria”, serve mezzo milione per completare il restauro

Il caso – Lo storico battello è a Dervio nei cantieri della Navigazione
Villa Saporiti pronta a stanziare i fondi giovedì prossimo
Mezzo milione di euro da destinare al restauro del “Patria”, lo storico battello a vapore destinato a diventare l’emblema del Lario in vista dell’Expo milanese del 2015. La giunta della Provincia di Como si appresta a votare una proposta del presidente, Leonardo Carioni, finalizzata a stanziare una parte molto consistente dell’avanzo di amministrazione – si parla appunto di 500mila euro – per completare il risanamento strutturale e garantire il ritorno in acqua della storica imbarcazione lariana

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La decisione dovrebbe essere assunta giovedì prossimo, giorno in cui l’esecutivo di Villa Saporiti si riunirà per discutere la delibera sull’avanzo di amministrazione da sottoporre poi al consiglio prima del 30 novembre, data ultima fissata dalla legge per questo genere di atto. Fino a questo momento, si sa soltanto che una parte dello stesso avanzo – un altro mezzo milione – sarà sicuramente speso per la prima tranche di ricapitalizzazione della società di gestione di Villa Erba. In tal senso si è già espresso il consiglio e non sono in agenda sorprese di alcun genere.
L’argomento “Patria” è stato sfiorato dalla giunta della Provincia già nella riunione della settimana scorsa, quando in maniera informale era stato accennato qualcosa sulla necessità di provvedere alla copertura delle spese di arredo del battello. Bisogna ricordare come per il restauro dello storico natante siano già stati stanziati oltre 3 milioni di euro. Villa Saporiti ha avuto fino a questo momento a disposizione 796mila euro dallo Stato, 540mila dalla Fondazione Cariplo e oltre un milione proveniente dalla Regione in due tranche. Un appello era stato lanciato a sponsor privati e ai cittadini per una sottoscrizione, ma non si è mai saputo se e quanto sia stato raccolto.
La realtà finanziaria del progetto di ristrutturazione del “Patria” è tuttavia poco solida. Al punto che la Provincia, per volontà del presidente (che è sempre stato tra i più convinti sostenitori della rinascita del battello) sarebbe pronta a sborsare ancora mezzo milione.
Se la giunta dovesse confermare lo stanziamento, spetterà comunque al consiglio approvare in via definitiva il provvedimento. Il vantaggio di appostare i 500mila euro con l’avanzo di amministrazione è la possibilità di disporre immediatamente dei soldi, che potrebbero essere spesi nel giro di poche settimane.
Il “Patria” venne varato il 31 luglio 1926 e venne messo fuori servizio nel 1990. Oltre quindici anni dopo, nel 2006, venne acquistato da Villa Saporiti – grazie anche alla mobilitazione della “Famiglia Comasca” – per un euro simbolico.
Il piroscafo superò, nel corso degli anni, svariate vicissitudini. Il 10 gennaio 1945, ad esempio, negli ultimi mesi della Seconda Guerra Mondiale, venne colpito in Centrolago da alcuni cacciabombardieri anglo-americani. Si contarono 5 vittime e 15 feriti. Sul “Patria” vennero anche progettati e applicati alcuni accorgimenti tecnici pensati dopo la tragica esperienza del Titanic. Il transatlantico, affondato nel 1911 a seguito della collisione con un iceberg, non era infatti ancora provvisto delle paratie stagne che vennero invece inserite, in fase di costruzione, proprio a bordo del “Patria”. Il primo, importante intervento di rifacimento del battello, già completato e costato ben 250mila euro, è stato la sostituzione delle due caldaie a vapore. Il “Patria” andava a carbone. Due uomini, sotto coperta, buttavano nelle caldaie 400 kg di carbone ogni ora.

Dario Campione

Nella foto:
Il “Patria” venne varato il 31 luglio 1926 e venne messo fuori servizio nel 1990. Oltre quindici anni dopo, nel 2006, venne acquistato da Villa Saporiti – grazie anche alla mobilitazione della “Famiglia Comasca” – per un euro simbolico (foto Mattia Vacca)

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