Patto per la movida in città. Ieri la firma del primo esercente

Como – Sedie e tavoli all’esterno in cambio del rispetto di regole ben precise
Rilasciata la concessione a un ristorante di piazza Volta
Il patto tra Comune ed esercenti, per rendere più vivibili le notti in città e valorizzare la vocazione turistica del capoluogo, ha mosso ieri il primo passo concreto. A Palazzo Cernezzi è stato infatti sottoscritto dai titolari del ristorante “Hosterietta” di piazza Volta il nuovo codice di autoregolamentazione messo a punto dall’amministrazione cittadina in collaborazione con la Camera di Commercio e le associazioni di categoria del commercio e dell’artigianato. Un testo che prevede, a fronte del rilascio
 della concessione del suolo pubblico per l’impiego di tavoli e sedie all’esterno del locale, una serie di impegni per l’esercente, chiamato a contrastare gli abusi sul fronte del consumo di alcolici, a rispettare gli orari di chiusura, a sensibilizzare la propria clientela affinché non arrechi disturbo alla quiete pubblica, a non diffondere musica all’esterno oltre le 23.30 e così via.
Un patto per regolamentare la movida cittadina, con l’obiettivo di conciliare le esigenze dei locali pubblici con il diritto al riposo dei residenti, una questione spesso al centro di roventi polemiche nelle scorse stagioni estive.
Per chi sgarra sono previste sanzioni, tanto più pesanti quanto più gravi sono le infrazioni, fino alla sospensione o alla revoca della concessione.
Quando, a metà settembre, venne presentata l’iniziativa del “Patto per una città viva, accogliente e tranquilla”, si parlò anche della possibilità di introdurre una sorta di “patente a punti” per gli esercenti comaschi, con l’obiettivo di premiare e incentivare i comportamenti virtuosi punendo, invece, tutti i gestori che non rispettano le regole.
Ieri, come detto, per la prima volta il patto è stato sottoscritto da un esercente in occasione del rilascio della concessione di suolo pubblico. «Questa iniziativa – commenta l’assessore comunale alle Attività produttive e al Commercio, Gisella Introzzi – nasce da una volontà congiunta e concertata con le principali associazioni di categoria per migliorare le condizioni di vivibilità della nostra città. Come già ribadito più volte, non intendiamo percorrere la strada delle ordinanze e di ulteriori restrizioni, ma abbiamo deciso di puntare su obiettivi condivisi per sollecitare comportamenti positivi, con il risultato, per tutti, di riuscire a vivere meglio».
Tra gli obblighi previsti per i gestori dei locali pubblici dal patto messo a punto da Palazzo Cernezzi, figurano l’osservanza delle norme che vietano la vendita di alcolici ai minori di 16 anni e l’impegno a partecipare a iniziative di sensibilizzazione per contrastare l’abuso di alcol e sostanze stupefacenti.
Gli esercenti devono poi cercare di convincere i clienti che stazionano all’esterno dei bar e dei ristoranti a mantenere un tono di voce idoneo a non arrecare disturbo alla quiete pubblica (un punto, questo, tutt’altro che facile da realizzare in concreto), chiamare subito le forze dell’ordine se scoppiano risse, rispettare gli orari di chiusura previsti, non diffondere musica all’esterno dopo le 23.30 e non utilizzare bicchieri di vetro per le bevande che vengono consumate al di fuori dei locali ed altro ancora. Ai gestori dei bar e dei ristoranti si chiede poi, al momento della chiusura, di abbassare la saracinesca e di mettere a posto tavoli e sedie senza fare eccessivi rumori.

Marcello Dubini

Nella foto:
Per tentare di ridurre gli schiamazzi notturni provocati dai clienti dei bar e dei ristoranti, il Comune chiede ai gestori di sottoscrivere una serie di impegni

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