Pecchia e Procida, chiamata in Nazionale

Basket Cantù Varese

In attesa di conoscere il loro destino in vista della prossima stagione – ma sarà difficile rivederli a Cantù in caso di serie A2 – Andrea Pecchia e Gabriele Procida sono stati convocati in Nazionale.

I due cestisti della formazione brianzola sono stati chiamati infatti dal commissario tecnico Romeo Sacchetti per un camp di allenamento in programma in Val Rendena, in Trentino, dal 5 al 13 giugno. Pecchia e Procida ritroveranno anche il loro allenatore all’Acqua S.Bernardo, Piero Bucchi, da pochi mesi nello staff azzurro. Anche per il coach, peraltro, si prospetta una separazione, se la squadra non sarà ripescata nella massima categoria. La convocazione sancirà il cammino della Nazionale maschile verso il Fiba Olympic Qualifying Tournament, il torneo pre-olimpico che si disputerà a Belgrado, in Serbia, dal 29 giugno al 4 luglio. Quello dell’Italia sarà un percorso a tappe, con la squadra che sarà costruita cammin facendo. Per ora l’elenco non comprende gli atleti attualmente impegnati con le loro squadre di club.

Per i due brianzoli, si sa, la stagione è terminata con la deprimente – e tutt’altro che digerita dai tifosi – retrocessione in serie A2.
La preparazione proseguirà a Milano, dove il 24 giugno l’Italia giocherà in amichevole contro il Venezuela al Mediolanum Forum. Nel mezzo, dal 18 al 20 giugno, il torneo internazionale di Amburgo con le tre amichevoli contro Tunisia, Repubblica Ceca e Germania. Poi il trasferimento in Serbia dal 25 giugno. Gli azzurri giocheranno le prime partite il 30 giugno contro il Senegal e il 1° luglio con il Portorico. Solo la vincitrice del torneo guadagnerà un posto per il torneo di basket alle Olimpiadi di Tokyo.

«Andiamo in Trentino con un gruppo giovane e interessante soprattutto per il futuro – ha detto il commissario tecnico Sacchetti – Molti giocatori ci raggiungeranno strada facendo, una volta terminati gli impegni con i club. Non c’è tempo per lamentarsi, ma solo per trarre il meglio dalle situazioni che ci troveremo a vivere. Lo staff ha lavorato in questi mesi per creare le migliori condizioni possibili. Dovremo fare di necessità virtù ma quando si lavora con questa maglia addosso non ci sono sacrifici troppo grandi. Di grande c’è invece il nostro obiettivo: Tokyo».

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