«Pedalare è una poesia, un dono speciale». Ghisallo, l’arcivescovo Mario Delpini esalta il ciclismo LE FOTO

La messa con Delpini al Ghisallo

«Pedalare è una poesia, un dono speciale riservato ai ciclisti». Parole dall’omelia di Mario Delpini, arcivescovo metropolita di Milano, ieri al Ghisallo per la messa che ha aperto le celebrazioni per il 70° della proclamazione della Madonna del Santuario di Magreglio a patrona dei corridori. Un rito che è stato celebrato sul piazzale davanti alla chiesetta amata dai ciclisti alla presenza di rappresentanti delle istituzioni e degli enti sportivi.
Tra i fedeli anche Sergio e Rosa Casartelli, genitori di Fabio, l’atleta di Albese tragicamente scomparso al Tour de France del 1995, l’ex assessore regionale Giuliano Sala, gli ultimi presidenti della Federazione di ciclismo comasca, Cesare Baroni e Franco Bettoni, l’ex capitano della Pallacanestro Cantù Pierluigi Marzorati, il giudice di gara internazionale Mirco Monti, che ha coordinato l’evento.
Dopo la messa, l’evento si è spostato al vicino Museo del Ciclismo, che per due mesi ospiterà una mostra di cimeli del Santuario, con il taglio del nastro che è stato affidato allo stesso Delpini e al presidente della struttura, Antonio Molteni, affiancato dalla direttrice Carola Gentilini. Nell’occasione è stata donata la bicicletta utilizzata in gara da Giuditta Longari, classe 1939, pluricampionessa italiana e vincitrice di numerose gare tra il 1962 e il 1971. Al suo fianco, c’erano molte compagne di squadra dell’epoca. La chiusura con un rinfresco curato dai ragazzi dell’Istituto Romagnosi di Erba e Longone, che studiano enogastronomia e ospitalità alberghiera.
Monsignor Delpini, a margine delle celebrazioni ufficiali, ha ammesso di apprezzare il ciclismo ma di non aver mai avuto un atleta per cui ha fatto il tifo. Un suo stretto collaboratore ha comunque ammesso con un sorriso che l’arcivescovo «ama prendere la bicicletta e girare per Milano. A volte gli si deve correre dietro, perché, per il ruolo che riveste, non lo si può lasciare andare da solo».
L’omelia ha sicuramente colpito i presenti: «Pedalare è una poesia, intensa come un’emozione. Un dono speciale. Costa impegno e fatica; i ciclisti spesso si muovono solitari, concentrati e lieti, come se pregassero. Sperimentano benessere, mettono alla prova se stessi su salite impegnative o discese temerarie».
«Il ciclismo è anche un rito condiviso – ha aggiunto Delpini – un momento di fraternità e di celebrazione dell’amicizia. Si è in un coro armonico. La poesia di chi pedala ha poche parole, ci si sostiene senza ostentazione: si è perseveranti, unanimi e concordi. Una caratteristica che spesso non si ritrova nella vita quotidiana».
L’arcivescovo metropolita di Milano – della cui Diocesi Magreglio fa parte – ha poi proseguito: «Pedalando la fatica diventa sapienza, coscienza del limite, soddisfazione per aver raggiunto la meta; fatica e impegno non spaventano. La poesia del ciclismo porta al Ghisallo, un luogo di preghiera».
Le celebrazioni sul Colle di Magreglio proseguono oggi. Alle 9.30, infatti, partirà una fiaccola – l’accensione è stata ieri, sempre con monsignor Delpini – accompagnata da un gruppo di ciclisti che raggiungerà il Santuario della Madonna del Boden, a Ornavasso (nella provincia del Verbano-Cusio-Ossola), con cui da anni è vivo un sentito gemellaggio.

 

 

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