«Pedemontana, dopo le sanzioni quale sarà il futuro?» Il territorio chiede lumi sulla gratuità della tangenziale
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«Pedemontana, dopo le sanzioni quale sarà il futuro?» Il territorio chiede lumi sulla gratuità della tangenziale

Una vera beffa. Suona così la notizia della linea dura di Pedemontana che da ieri ha iniziato a sanzionare i mancati pagamenti dei pedaggi con multe elevate e decurtazione di punti sulla patente. «Premessa: è giusto intervenire se – laddove esiste un pedaggio – c’è chi vuole fare il furbo non pagando. È però sbagliato il discorso che c’è a monte, vecchio ormai di anni. I fiumi di parole e promesse di politici e addetti infatti non hanno ancora chiarito ai cittadini cosa ne sarà della tangenziale di Como, della tanto sbandierata gratuità del primo lotto e del futuro complessivo dell’infrastruttura». A parlare è il sindaco di Albese con Cassano Alberto Gaffuri, alla guida da alcuni anni del “Comitato no pedaggio Como”. Un insieme di sindaci e persone comuni che, nel 2015, sottoscrissero – 11mila le firme – e depositarono in Regione Lombardia una richiesta formale affinchè la politica si pronunciasse «con atti formali e non a parole», aggiunge Gaffuri sulla gratuità del primo lotto. «Abbiamo visto succedersi governatori in Regione, tutti avevano inserito nei loro programmi elettorali il tema della gratuità di questa strada e intanto si continua a pagare senza sapere cosa riserverà il futuro. Ripeto, giusto riscuotere il pedaggio da chi si sottrae alle regole, certo è che il presupposto di partenza andrebbe tenuto ben chiaro in testa». Va ribadito che da ieri sono scattate le attività di accertamento sui veicoli che non versano il ticket per l’autostrada Pedemontana e le Tangenziali di Como e Varese, con l’intervento della Polizia stradale che sanzionerà gli automobilisti. Il giro di vite riguarda i tratti di competenza della società Autostrada Pedemontana Lombarda. Sulle tratte in concessione, A36 (autostrada che porta da Lentate sul Seveso a Cassano Magnago), A59 (tangenziale di Como) e A60 (tangenziale di Varese), verranno avviate le attività di accertamento dei mancati pagamenti del pedaggio autostradale che, tra l’altro, comporteranno l’intervento della Polizia stradale, che provvederà ad emettere le sanzioni amministrative previste dal Codice della Strada. «Ci devono dire chiaramente cosa intendono fare. Lo stesso presidente Fontana pochi giorni fa ha ribadito la volontà di concludere, anche senza l’appoggio di Roma, le opere di Pedemontana, senza però spiegare come e senza dire nulla di chiaro sui pedaggi. Cercheremo di riattiva il discorso quanto prima anche spingendo sui nostri rappresentanti in Regione a partire dal presidente del consiglio regionale Alessandro Fermi che ben conosce il territorio», spiega Gaffuri. Intanto per chi non paga il dovuto si prospettano multe salate. In caso di mancato pagamento del pedaggio entro il termine di 15 giorni dalla data del transito, in base al Codice della Strada è prevista una sanzione amministrativa da 85 a 338 euro, oltre alla decurtazione di 2 punti dalla patente di guida dell’effettivo trasgressore. «Giusto far rispettare le regole – interviene Alberto Bergna di Cna – ma a chi lavora non ci pensa nessuno? Gli artigiani avevano ascoltato le promesse, anche recenti, che parlavano di gratutià del primo lotto. E adesso non si sa quale potrà essere il futuro. Questo giro di vite di Pedemontana se è giustificabile, suona però come una reale beffa per chi si sposta sulle strade comasche e deve fare i conti anche con i nuovi e ancor più stringenti blocchi ai mezzi inquinanti».

29 settembre 2018

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Fabrizio

Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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