Perché c’è voglia di scientifico

di RENZO ROMANO

I dati delle preiscrizioni a scuola
Sono stati resi noti i dati relativi alle preiscrizioni alle scuole superiori degli alunni lombardi che frequentano attualmente la terza media.
Il cinquanta per cento ha scelto gli studi liceali, il trenta per cento gli istituti tecnici, gli altri hanno optato per una formazione professionale. In provincia di Como tali percentuali sono confermate. In città lo scientifico “Paolo Giovio” è l’istituto con il maggior incremento di preiscritti, mentre al classico “Volta” si registra una lieve

flessione.
Come interpretare questi dati? La “voglia” di scientifico ha due tipi di motivazioni. Emozionali, perché nell’immaginario dei ragazzi delle medie il “Giovio” è vissuto come ambiente ideale per la consacrata e indiscussa fama di scuola certamente difficile e impegnativa, tuttavia aperta e disponibile alle istanze ed esuberanze giovanili. Questo senso di “libertà” che si respira al “Giovio” è evidentemente molto apprezzato dai giovani e anche dai loro genitori. Ci sono poi motivazioni razionali, perché nel liceo scientifico si intravede il giusto compromesso tra cultura scientifica e umanistica.
Non si scandalizzino i pedagogisti di fronte a questa visione non unificata del sapere. Il rigore degli studi scientifici impreziosito dalla ricchezza della cultura umanistica crea le condizioni ideali per una educazione e una formazione complete. Il successo dello scientifico trova pertanto logica spiegazione nel desiderio dei ragazzi di essere consapevoli protagonisti del proprio progetto educativo e nella razionalità delle famiglie attente a conciliare le aspirazioni dei figli con le opportunità di un futuro inserimento nel mondo del lavoro.
L’anticipazione di questa tendenza a privilegiare gli studi scientifici, peraltro costante in questi ultimi anni, si poteva intuire nell’ultimo rapporto Ocse-Pisa sulla valutazione degli studenti dei Paesi europei. Il rapporto segnala un’Italia che risale diverse posizioni nelle classifiche della comprensione dell’italiano, della matematica e delle scienze.
Sempre apprezzati per l’indubbia valenza formativa e per la concreta possibilità di un rapido inserimento nel mondo del lavoro a dispetto della crisi latente, senza per questo dover rinunciare a possibili studi universitari, sono il Setificio e la Magistri Cumacini.
Ragioni di spazio impediscono di parlare degli altri istituti scolastici comaschi, ma è doveroso sottolineare che, quale che sia la scelta, i ragazzi si troveranno in un ambiente in grado di valorizzare le loro attitudini.
Questa considerazione è avallata anche dai recenti accordi tra mondo imprenditoriale e scuola che prevedono stages formativi presso le aziende.

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