PERCHÊ IL CINEMA È IMPORTANTE

di MARIO GUIDOTTI

Como ha bisogno di spazi ricreativi stabili
Può una città con le dimensioni e le ambizioni di Como vivere senza una sala cinematografica, pur se con una lodevole, ma unica e piccola eccezione?
Forse sì, ma non è lo stesso. Un cinematografo al passo con i tempi deve essere in un contesto multisala, con inclusi servizi di ristorazione, spazi di attesa, aree di intrattenimento. Abbiamo avuto esperienze con queste caratteristiche anche di buon livello, ma che per motivi di vario genere si sono spente. E allora siamo rimasti senza cinema.
Certo, in tempi di crisi si può rinunciare a molto di voluttuario, anche a tutto, ma questa tendenza finirà inesorabilmente per impoverirci

. Il cinema infatti non è solo divertimento, è aggregazione, è passatempo, è cultura, è crescita. Sicuramente taluni, anzi tantissimi film, fanno più male che bene, ma non va condannato un mezzo per l’uso che se ne fa.
Per buona parte poi il cinema è stato superato dai nuovi sistemi di diffusione dei film: la tv digitale, Internet, i dvd, ma volete mettere l’andare al cinema? È qualcosa di più che andare a vedere un film e basta. È un rito, una celebrazione, un culto dello stare con gli amici, o con la ragazza. Il bello di andare al cinema va oltre il godere del film e basta. Anzi, spesso si finisce per vedere un film neanche troppo bello, pur di vivere il piacere dell’andare al cinema.
Credo che nei ricordi di tutti ci siano sabati e domeniche al cinema, seguiti da una pizza (vi ricordate il detto “cinemino e pizza”?). Bene, in queste memorie il cinema era una scusa, un alibi per uscire con un partner, per ricucire con un amico, per preludere a qualche ragazzata seguente, che chiamavamo anche “zingarata” in onore di Monicelli. Possiamo pensare che le generazioni dei nostri figli e nipoti qui a Como non vivano le stesse emozioni che abbiamo gustato noi? Qualcuno dirà che in fondo per farla breve basta andare a Montano Lucino per trovare tutto questo e che non è quindi il caso di metterla giù tanto dura.
Intanto a Montano occorre arrivarci e prima dei 18 anni bisogna che i ragazzi si facciano accompagnare dai genitori. Sai che barba! Intendo ovviamente per i ragazzi, che magari vanno al cinema per stare con gli amici o per avvicinare una ragazzina carina e se ne devono tornare sul sedile posteriore della mamma.
Per chi ha l’auto c’è poi il problema di andare a cena, e quindi rientrare a Como, parcheggiare e trovare un locale aperto sul tardi. Pessimo esempio di “fare sistema”, proprietà tanto auspicata quanto inesistente nella nostra città.
Non dimentichiamo poi le cosiddette “pantere grigie”, cioè i pensionati, clienti molto ambìti dagli esercizi commerciali perché tra i pochi a possedere denaro per il divertimento e voglia di darne sfogo. Cosa di meglio di un cinema la sera per gli ultrasessantenni, possibilmente però facendo due passi in centro città?
Insomma, non è per fare gli eterni scontenti, ma non di soli ospedali, autosili e grandi mostre può vivere il comasco del XXI secolo. Una città va pensata anche su spazi ricreativi stabili, ed il cinema sembra tra i pochi adatti ed applicabili a tutte le età.
Invitiamo quindi i grandi pensatori della città (ne abbiamo ancora? Ma sì, non screditiamoci troppo) a ritagliare spazi utili per una o più sale cinematografiche. Noi cittadini promettiamo solennemente di non lasciare questo sforzo disatteso e di frequentarle attivamente.

Articoli correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.