Piano del traffico già da rivedere. Gervasoni: «Redatto senza Covid e barriere»

traffico in centro a casusa di via Milano chiusa. Tag traffico, code, auto in coda, traffico balocchi

Non entra certo in punta di piedi, nella giunta di Palazzo Cernezzi, il nuovo assessore di Palazzo Cernezzi, Pierangelo Gervasoni. Il suo primo intervento pubblico su un tema viabilistico è dirompente. «Il Piano del Traffico è da rivedere», ha spiegato senza esitazione l’esponente di Forza Italia, già assessore in Comune con Alberto Botta. In pochi secondi ha così demolito un paio d’anni di lavoro del suo predecessore, Vincenzo Bella, che si è dimesso dalla poltrona di Lavori pubblici e Viabilità non prima di aver consegnato un documento atteso da 19 anni; 47 pagine di studio realizzato dalla società specializzata Sisplan, che ha sede a Bologna. Da politico di lungo corso, il giorno dopo, Gervasoni non attacca mai direttamente il lavoro svolto in precedenza, ma spiega punto su punto tutti i suoi dubbi.
«Ma quale polemica – attacca Gervasoni – Certo, se sono arrivato qui, ora è anche per fare cambiare le cose».
Però ha detto che il Piano del Traffico, atteso da 19 anni, è da rivedere, prima ancora che venga presentato.
«Lo sto esaminando in questi giorni e prima di presentarlo alla città vanno rivisti alcuni aspetti – dice l’assessore – Prima di renderlo pubblico devo almeno esserne convinto io. Faccio due esempi semplici. Le misure per il Coronavirus non mi pare siano state inserite, ma hanno cambiato il mondo e probabilmente anche il modo di muoversi anche nel futuro, quando si spera che il virus sarà solo un ricordo. L’altra questione è attualissima, il cambio dei tempi delle sbarre di Ferrovienord».
I passaggi a livello non erano stati considerati nel nuovo Piano del traffico?
«Non ho detto questo, ma pare che lo studio sia realizzato sui dati attuali. Da settembre i tempi d’attesa davanti alle sbarre saranno quasi triplicati. Se non sono state fatte queste valutazioni, il Piano è da rivedere».
«Questo non vuol dire che io sono più bravo degli altri – aggiunge – Al momento sto solo guardando un problema che ci è caduto addosso, i tempi dei passaggi a livello. Ma si tratta di una questione tutt’altro che secondaria. Se c’è qualcosa da sistemare nel Piano, va fatto prima della sua presentazione. Su questo non ci piove».
Lei ha già proposto di fermare i treni a Como Borghi.
«Certo, ma non è che in questo modo si risolverebbe la questione – ammette l’assessore Gervasoni – Anche i tempi d’attesa al passaggio a livello di Como Borghi sono un problema già oggi. Dobbiamo cercare di ragionare sempre in prospettiva e insieme con Ferrovienord. La metropolitana leggera sì, è una delle soluzioni possibili».
Il Piano del traffico è quindi una delle sue priorità?
«Una delle priorità dell’assessorato, certo. Se però mi chiede oggi quale sia la prima cosa da fare in città, non ho dubbi: sistemare le scuole. Per il Piano del traffico confermo che incontrerò la società per rivedere alcune questioni. Adesso voglio prima studiarlo bene».
Le linee guida del Piano non sono invece in discussione. Dall’incentivo della mobilità green, con le zone 30 e le Zapp (zona a prevalente percorrenza pedonale), fino alla necessità di nuove infrastrutture per alleggerire il traffico cittadino da tutte quelle auto e da quei mezzi commerciali di passaggio.
In questo senso il completamento della Tangenziale di Como, la Canturina bis e altri interventi appaiono fondamentali.

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