Piano del traffico pronto tra un anno. La mobilità del futuro, gioco di squadra
Cronaca

Piano del traffico pronto tra un anno. La mobilità del futuro, gioco di squadra

La mobilità del futuro contrapposta alla realtà esistente oggi sulle strade comasche. Sono le due visioni messe a confronto oggi nel corso del convegno “Sinergie confinanti: mobilità a Como, un sogno realizzabile?”, organizzato dal circolo Willy Brandt. Una giornata di lavoro nata su impulso del “manifesto” dell’ex assessore alla mobilità e parcheggi del Comune di Como, Nini Binda, nel quale si ipotizzata, appunto, la città di domani. E proprio Binda da tempo invoca un piano urbano del traffico quale tassello fondamentale per affrontare la materia. Un piano che manca da quasi 20 anni, ovvero da quando proprio lo stesso Binda fece approvare l’ultimo documento ancora oggi in vigore. E una prima notizia arriva dall’assessore alla Mobilità di Palazzo Cernezzi, Vincenzo Bella. «Entro un anno, al più tardi un anno e mezzo sarà pronto il nuovo piano urbano del traffico. Ci stiamo lavorando già da tempo perché è uno strumento fondamentale per intervenire sulla città». Considerazioni a parte sulla celerità o meno nella redazione del piano che manca a Como da troppi anni, durante la giornata di lavoro, organizzata a Villa Imbonati a San Fermo della Battaglia, si è discusso dei nodi critici della viabilità. «Imprescindibile per discutere di mobilità a Como è la condivisione. Stop ai campanilismi dei comuni che gravitano intorno al capoluogo e largo alla partecipazione. Como deve fare da regista in un piano che dovrà sciogliere alcuni nodi critici come la necessità di soddisfare la grande fame di parcheggi. Oltre all’inevitabile bisogno di poter contare su un servizio pubblico di trasporto assolutamente rapido, frequente e comodo», ha ribadito Nini Binda. Numerosi i sindaci del territorio e i politici presenti al dibattito che ha visto interventi di esperti autorevoli, introdotti dal presidente del circolo Willy Brandt Giuseppe Doria. «La convalle è un territorio particolare. Necessario lavorare con i comune confinanti. Da sviluppare forme alternative di mobilità, a partire da quella elettrica. A Milano molti anni fa si partì con l’Ecopass, oggi Area C. Rivoluzioni che spinsero molte persone a muoversi non più con la macchina privata. Così andrà fatto anche a Como, puntando su offerte alternative», ha detto Edoardo Croci, docente universitario della Bocconi e in passato assessore dell’era Moratti a Milano. «Per sviluppare queste specificità vanno utilizzati anche i piani urbani di mobilità sostenibile che si concentrano proprio sugli aspetti ambientali, sociali e di innovazione senza contare solo gli aspetti ingegneristici del traffico», dice Croci. Strumenti che «stiamo sviluppando perché sicuramente utili ma che non possono prescindere dal mezzo prioritario che rimane il Piano urbano del traffico», ribatte Bella. «Fondamentale sarà l’integrazione da rendere sempre più efficiente tra il trasporto ferroviario, vista anche la vicinanza con la Svizzera e quello lacuale, vera e propria risorsa di cui dispone il territorio lariano», aggiunge Massimo Novati, architetto urbanista esperto di trasporti.

15 settembre 2018

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Fabrizio Barabesi fbarabesi@corrierecomo.it


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