«Piano parcheggi, a Como serve l’area vasta»
Cronaca, Trasporti e viabilità

«Piano parcheggi, a Como serve l’area vasta»

Doria propone un accordo con San Fermo: «Nei fine settimana auto nei posti dell’ospedale per scendere in città con i mezzi pubblici»

«Sciogliere i nodi del traffico: è ora». È il titolo dell’accorato appello pubblicato domenica sul nostro giornale dall’imprenditore Nini Binda, che fu assessore nell’era Botta. Tema epocale per Como, dove basta, a far danni con effetto domino, un cantiere anche minimo, se insiste su un’area strategica.
«Como oggi ha il dovere di mettere a punto un nuovo piano del traffico che possa durare altri 20 anni. Parola d’ordine è fare squadra» è la filosofia di Binda che, quasi 20 anni fa, fece approvare il piano tuttora vigente. Fa riflettere la sua proposta di una «Area C» da istituire sul modello milanese.
«Si potrebbe fare per regolare l’accesso alla convalle, ma va raccordata con i Comuni confinanti – dice Giuseppe Doria, presidente del Circolo “Willy Brandt” – Altrimenti qualsiasi intervento è vano». Doria sottoscrive quanto affermato da Nini Binda nel suo manifesto: «L’assessore cittadino competente ha il dovere di convocare tavoli con i sindaci dei Comuni limitrofi per formulare piani funzionali a battere il traffico».
«È strategico ragionare in una logica di “area vasta” come dice Binda – spiega Doria – Altrimenti ci si limita a dibattiti di interesse locale come quello sul parcheggio di viale Varese. Utile finché si vuole, ma non risolverà l’annoso problema del traffico di Como. Non se ne esce, se non costruendo una gestione integrata di parcheggi e accessi alla città in accordo con i Comuni limitrofi che devono, nell’interesse comune, aprire un tavolo di confronto immediatamente».
E qui Doria, che presto al “Brandt” terrà incontri sull’argomento, lancia una proposta concreta: «Perché San Fermo non concede parcheggi dell’ospedale Sant’Anna il fine settimana per la sosta gratuita, dando così la possibilità di arrivare in città in bus? È in un punto strategico, fuori dall’autostrada. Otterrebbe il plauso dei tanti milanesi che si arrabbiano quando arrivano a Como e non trovano parcheggio. Como è piccola, impiegare mezz’ora per trovare un posteggio significa automaticamente congestionarla. Piuttosto che riempirla a raffica di aree di sosta, ragioniamo su un piano ampio che coinvolga i Comuni di cintura. Qui si verificherà sul campo l’autorevolezza del capoluogo: se sull’asse tra Lipomo e Tavernerio sono stati fatti interventi viabilistici importanti in accordo con Como, significa che un tempo la città aveva una capacità decisionale e aggregante che oggi evidentemente manca».

17 Lug 2018

Info Autore

Lorenzo

Lorenzo Morandotti lmorandotti@corrierecomo.it


UN COMMENTO SU QUESTO POST To “«Piano parcheggi, a Como serve l’area vasta»”

  1. Ma i posteggi dell’ospedale di San Fermo sono stracolmi come nei giorni lavorativi. C’è invece un grande posteggio praticamente vuoto alla stazione di Breccia-Grandate e l’autosilo Valmulini entrambi da incentivare con tariffe e collegamenti adeguati. Queste sono due operazioni a cui si può mettere mano da subito. Ma per risolvere il problema ci vuole una visione strategica di ridisegno della città che mobiliti le migliori energie pubbliche e private.
    Un esempio: proprio domani l’area TICOSA tornerà nella disponibilità del Comune, si abbia quindi il coraggio di non pensare ai proventi di eventuali volumi costruiti, che comunque ci saranno, dare all’area la destinazione ad essa più congeniale: una grande stazione di mezzi su gomma ( automobili, corriere e bus turistici collegati con il centro, il lungo lago e villa Olmo con minibus elettrici). Un progetto di finanza in partenariato con i privati renderebbe possibile e remunerativa l’operazione.

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