Piccole imprese e artigianato di fronte alla crisi. A Cantù serve aiutare l’imprenditorialità diffusa

Interventi e repliche

Amministrazione e società civile troppo spesso sono realtà distanti fra loro. Il settore delle piccole imprese e dell’artigianato richiede un nuovo impulso, sia dal punto di vista gestionale che occupazionale, perciò è necessaria una nuova filosofia che porti alla definizione di una nuova strategia di sviluppo per le piccole e medie imprese.
È necessario che a livello locale, regionale e nazionale siano migliorate le condizioni che consentano la creazione e lo sviluppo delle imprese artigiane, anche con la creazione di nuove aree artigianali a edilizia convenzionata, perché troppo spesso questo investimento fa paura per l’impegno economico conseguente e diventa così un freno per l’intero settore.
Alcuni miglioramenti si rendono necessari anche a livello di finanziamento delle imprese, con un ripensamento dell’accesso al credito: per esempio, per rilanciare su vasta scala l’investimento nelle piccole imprese si deve proporre di rafforzare la possibilità di garantire i prestiti anche attraverso il Fondo europeo di investimento.
D’altra parte, l’imprenditorialità è un vero e proprio talento professionale, e come tale deve essere considerato. Spetta ai poteri pubblici tener conto delle particolarità delle imprese artigiane in occasione delle iniziative legislative e normative.
La politica locale, se veramente capace, può fare molto, chiedendo agli organi superiori maggiori sgravi fiscali a chi investe per la propria espansione e riducendo le tasse locali, dandone mandato al sindaco affinché giunga al governo centrale anche la voce degli operatori canturini.
Sempre per quanto riguarda l’innovazione, c’è da dire che è il cuore dell’imprenditorialità. Incoraggiare le imprese a investire nell’innovazione e coordinare gli strumenti pubblici destinati a favorire l’innovazione tecnologica sono i due assi fondamentali della politica di incentivazione che è necessario perseguire nei prossimi anni.
L’artigianato a Cantù trova la sua anima nell’arredamento, e nell’era della globalizzazione diventa doveroso ripensare il modo di fare impresa, vista anche la persistente crisi del passaggio generazionale che troppo spesso non trova un seguito nelle nostre botteghe artigiane, mettendo la parola fine a una vita di sacrifici, di tradizione, di successi personali, dove ingegno, laboriosità, passione hanno reso grande Cantù nei decenni.
È necessario riscoprire nelle nostre aziende uno spirito di partenariato e collaborazione, specie in quelle aziende che non sono certe di un cambio generazionale: un’ipotesi potrebbe essere quella dell’affitto dell’azienda ai propri dipendenti che ne potrebbero assicurare la continuità operativa.
Tali condizioni presuppongono una mentalità che favorisca la cultura imprenditoriale, un quadro legislativo che incentivi lo spirito di iniziativa e “l’amore” per il rischio, infrastrutture adeguate alle necessità di una moderna economia, oltre che un clima sociale favorevole al dialogo tra parti sociali. La promozione di una vera e propria cultura imprenditoriale richiede, anche ai fini dell’avviamento e della sopravvivenza di un’impresa, la creazione di un ambiente idoneo, ma esige anche un chiaro impegno all’istruzione e alla formazione nelle nostre scuole.
La formazione continua del personale e il nostro sistema educativo devono garantire sia la formazione iniziale sia la formazione continua, tanto degli imprenditori quanto del personale, soprattutto in quelle realtà in cui questo sistema non è ancora conosciuto.
L’imprenditorialità non è una forma di conoscenza integrativa che chiunque è in grado di acquisire. È un vero e proprio talento professionale, e come tale deve essere considerato.
Nella persistente congiuntura economica negativa non basta più affidarsi ai detti popolari e agli ottimismi facili.
La politica locale mostra tutte le proprie debolezze con la mancanza di idee e con la miopia legata al potere fine a se stesso che la rende ancora insufficientemente conforme alla natura specifica del settore dell’artigianato e delle piccole imprese. Infatti, molto resta ancora da fare in ambito fiscale, finanziario, formativo e normativo per creare un nuovo spirito imprenditoriale e fare dell’imprenditorialità un’alternativa allettante, soprattutto per i giovani che rappresentano il futuro di queste aziende.

Renato Meroni

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