Pinacoteca, oggi l’evento dedicato a Carla Badiali e Carla Prina

Un'immagine giovanile di Carla Badiali

Nell’ambito del   progetto “L’arte del dono. Viaggio alla scoperta delle opere donate alla Pinacoteca”, un percorso di svelamento di dipinti donati da mecenati che negli anni hanno elargito pezzi d’arte ai Musei civici, verrà inaugurata oggi alle 19 l’esposizione dedicata alle sei opere, donate alla Pinacoteca Civica di Como a Palazzo Volpi in via Diaz 84, di Carla Prina e Carla Badiali. I quadri resteranno visibili al grande pubblico fino a domenica 1 novembre 2020. L’evento rientra nel progetto “L’arte del dono. Viaggio alla scoperta delle opere donate alla Pinacoteca”, un percorso di svelamento di dipinti donati da mecenati che negli anni hanno elargito pezzi d’arte ai musei civici. Per partecipare alla cerimonia di apertura della mostra è necessario confermare la propria presenza, mandando una mail all’indirizzo cultura@comune.como.it indicando nome e cognome del/dei partecipanti.

d arricchire la collezione cittadina dopo l’ultima donazione di un’opera di Giuliano Collina e il comodato di otto dipinti della collezione della quadreria dell’Ospedale S. Anna di Como, arrivano sei opere di due grandi protagoniste della pittura razionalista, Carla Prina e Carla Badiali, che saranno visibili al grande pubblico a partire da venerdì 25 settembre fino a domenica 1 novembre 2020. Nello specifico, lo spazio Campo quadro ospiterà cinque opere dipinte dall’artista Carla Prina, donate da Bruna Pernice. Quattro di queste opere, di stile figurativo e realizzate con la tecnica olio su tela, rappresentano scene private di vita familiare, ritratti di carattere intimo realizzati dall’artista come omaggio all’amicizia che la legava personalmente alla signora Pernice e che ben testimoniano la sensibilità pittorica che la contraddistingueva nel periodo immediatamente precedente la sua conversione all’astrattismo. Se per alcuni artisti dell’astrattismo non furono di riferimento la figura, il corpo ed il plasticismo organico, certo così non fu per Carla Prina, ben capace di trattare in maniera accademica la figura umana e di trasfigurarla plasticamente all’interno di alcune composizioni artistiche da lei create.
A queste opere si aggiunge la donazione de “Omaggio a Beaubourg” che appartiene alla produzione artistica della seconda metà degli anni Ottanta e che riprende in modo chiaro alcune intuizioni del periodo razionalista comasco. Lungo e sensibile fu, infatti, il percorso artistico di Carla Prina, sempre teso ad una rappresentazione cromatica e geometrica particolarissima, votata ad una risoluzione coloristica limpida, volumetrica, dinamica: “…. la forma nasce con il colore…”.

L’opera di Carla Badiali, protagonista assoluta della pittura razionalista, sarà invece esposta all’ultimo piano della Pinacoteca all’interno della sezione dedicata agli astrattisti del Novecento: da inizio anno questa sezione ha avuto importanti interventi di revisione complessiva con l’inserimento – nel percorso espositivo permanente – di veri e propri capolavori artistici come lo Studio per grande affresco nella Sala del Direttorio della Casa del Fascio di Como di Mario Radice del 1936, Officina 3 e Composizione di Aldo Galli, degli anni ’70.
L’opera senza titolo di Carla Badiali, datata 1968, è stata donata da Ersilia Cantaluppi Ostinelli in ricordo del marito Giuliano Cantaluppi. Entrambi i coniugi hanno conosciuto e frequentato personalmente l’artista, cui erano legati da un rapporto di amicizia e stima. Mario Radice, Manlio Rho e Aldo Galli, il “Gruppo Como”, la orientarono alla pittura astratta e a un dialogo con le forme architettoniche. Verso la fine degli anni Sessanta Badiali tentò la via della sperimentazione plastica: l’opera donata, definita “quadro – oggetto” dal critico e storico dell’arte Ivan Quaroni, consiste infatti in una tavoletta quadrata di legno ramino con inserti in ottone bronzato e setificato che formano una griglia ortogonale di cinque fili di quadrati in leggero rilievo, uno dei quali è dipinto con colore nero.
L’opera si aggiunge al piccolo nucleo di opere pittoriche e grafiche dell’artista già presenti nelle collezioni civiche, consentendo così ai visitatori una maggiore comprensione della grande ricchezza espressiva dell’artista.

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