Pirandello messo a nudo

Letteratura – Stasera, a Chiasso, Matteo Collura del “Corriere della Sera” presenta il suo romanzo sulla vita e l’opera del grande scrittore
Non passa mai di moda, Luigi Pirandello. Anzi. Più ci allontaniamo da lui, dalla sua epoca, più la sua opera ci parla. E il suo ruolo di profeta emerge con brillante nitidezza: «La follia usata come scudo e uscita di sicurezza per difendersi dalla realtà, oppure l’impossibilità di affermare principi e valori che attengono alla cultura e alla poesia, sono temi eterni. E lo si vede in capolavori come I giganti della montagna, Enrico IV e i Sei personaggi in cerca d’autore. Anche l’abolizione

della figura del regista, perché la vera vita possa mostrarsi sulla scena, è un tema che ancor oggi è molto dibattuto».
Parola di Matteo Collura, autorevole giornalista culturale del “Corriere della Sera”, nonché amico e biografo del grande Leonardo Sciascia. Per Longanesi, Collura ha dedicato all’opera di Luigi Pirandello la sua più recente fatica letteraria, Il gioco delle parti. Vita straordinaria di Luigi Pirandello. Il libro – al tempo stesso biografia e romanzo – illumina in modo innovativo la complessa e modernissima personalità del premio Nobel. Verrà presentato questa sera, alle 20.30, dall’autore e dalla giornalista culturale della Rete Due della Radio Svizzera, Maria Grazia Rabiolo, nel foyer del cinema teatro di Chiasso in via Dante, per iniziativa del dinamico circolo “Cultura, Insieme”, club che unisce forze comasche e ticinesi. La presentazione a Chiasso del libro, che presto uscirà in edizione francese, è propedeutica alla messa in scena del capolavoro drammaturgico Il piacere dell’onestà di Pirandello, nello stesso teatro di via Dante con la compagnia dell’attore Leo Gullotta e in programma per il 24 novembre prossimo.
«Il libro va bene e ha a ricevuto varie opzioni all’estero – dice Collura – Non è un saggio: si hanno già molte biografie e studi su Pirandello, ma questo è un romanzo da cui emergono aspetti inediti. Stasera parleremo anche del Piacere dell’onestà, perché il pubblico lo possa gustare meglio. È la commedia meno dura di Pirandello che, tutto sommato, getta una speranza, chiudendosi quasi con un lieto fine, anche se iperbolico. Infatti è la prima e unica volta in cui un personaggio di Pirandello si strappa la maschera e impone il proprio volto. Il protagonista si sposa per finta, ma poi considera seriamente il vincolo matrimoniale e la paternità».
Ma quali difficoltà incontra, oggi, chi vuole affrontare Pirandello? Per Matteo Collura, il premio Nobel è spesso avvicinato con «eccessivo timore reverenziale. E poi può incutere timore quel suo spaccare il capello in quattro fino a sragionare. Ma, come ho detto, i suoi temi “forti” sono temi eterni».
Collura ha anche il merito di aver liberato Pirandello, in questo suo nuovo libro edito da Longanesi, dalla “pellicola protettiva” in cui la sua vita e la sua opera sono state immerse per colpa dei familiari e anche di certa critica. Non si è mai accettato, ad esempio, che fosse un fascista convinto. E, pertanto, si è sempre cercato di sottacere la sua adesione al regime di Mussolini. «Era un antiparlamentarista convinto, e lo dichiara nel Fu Mattia Pascal», ricorda invece Collura. Che nel libro riferisce anche di un suo discorso in camicia nera del 1935 al teatro Argentina di Roma, in cui definì il duce «un poeta». Una piena condivisione dell’ideologia rivoluzionaria insita nel regime fascista, la sua. Ma non va dimenticato che Pirandello morì nel 1936, all’apice del consenso per il fascismo.
«Se fosse morto nel ’40 o nel ’42, avrebbe avuto gli strumenti per aprire gli occhi», dice Collura. Che, tra poco, tornerà in libreria per i tipi di Flaccovio con Libro siciliano, strenna in cui i suoi testi saranno accompagnati da scatti del celebre fotografo siciliano Melo Minnella.

Lorenzo Morandotti

Nella foto:
Un disegno di Tullio Pericoli tratto dalla copertina del volume Il gioco delle parti

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