Piscina di Muggiò, fumata nera dalla Commissione, perizia in giunta (forse) entro fine aprile

Piscina di Muggiò chiusa
Per riaprire senza pubblico, solo alle società sportive lavori per oltre mezzo milione

La domanda posta da Mario Gorla e idealmente da tutti i consiglieri presenti alla Commissione II del Comune di Como rimane sospesa. «Quando i comaschi potranno tornare a fare il bagno nella piscina di Muggiò?».
Impossibile avere ancora una risposta. C’è la rassicurazione data prima dal vicesindaco Adriano Caldara e poi dall’assessore ai Lavori pubblici, Pierangelo Gervasoni, che la perizia finanziaria sul progetto di una nuova piscina arriverà attorno a Pasqua, quindi entro la fine di aprile verrà esaminata dalla giunta. Ma quando, sempre Gorla di Fratelli d’Italia chiede: «Entro il 30 aprile ci sarà una decisione sulla piscina?», Gervasoni è costretto a ritrattare… «No, io non ho detto il 30 aprile, se fosse per me, deciderei anche domani. È stato l’assessore Caldara ad aver indicato il mese di aprile, ma non siamo in condizioni di fornire date certe. Conoscete la macchina comunale, ha tempi ben diversi dal privato».

Maledetta burocrazia, quindi, che lascia in sospeso tutte le domande che i consiglieri hanno posto nella seduta di ieri. Certo, nessuno potrà dire che non vi sia interesse su Muggiò da parte del Comune. Alla Commissione erano presenti due assessori (Marco Galli allo Sport ha introdotto l’argomento) e il vicesindaco, ed è intervenuto pure il segretario generale. Hanno preso parola quasi tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione, oltre ai componenti della Commissione. Qualche numero è stato dato, ma non chiedete, per cortesia, il motivo per cui ci sono voluti quasi due anni per chiedere una perizia tecnica sui lavori da fare a Muggiò e poco meno per una perizia finanziaria sul progetto Nessi & Majocchi per un nuovo impianto che il Comune ha nelle sue mani da oltre un anno.

Sembra che nessuno sappia dare questa risposta.
Sono state due ore di discussione politica, con toni sempre pacati. Nessuna accusa, nessun attacco diretto alla giunta. Qualche numero in più sui lavori necessari per mettere in sesto l’impianto è stato dato. Servirebbero, secondo la perizia tecnica realizzata dalla società di Napoli e nelle mani del Comune da un mese, 789mila euro per riaprire in sicurezza, spesi al 32% per gli impianti idraulici, al 18% per quelli elettrici, 4% di prevenzione incendio e il restante 56% per opere strutturali.

La perizia ha stimato anche la spesa per dei lavori più snelli, in modo da fare entrare almeno gli atleti delle società sportive. Il conto non cambia di molto, però, ovvero 548mila euro divisi al 46% per l’idraulica, 18% di impianti elettrici, 5% prevenzione incendi e 41% per la struttura.
Vittorio Nessi di Svolta Civica chiede perché non venga presentata in Commissione e in consiglio comunale almeno la parte tecnica del progetto della nuova piscina, così come avvenne un paio di anni fa per rifare i giardini di viale Varese. La risposta è che la procedura è ancora aperta. I 90 giorni di tempo per rispondere a Nessi & Majocchi, ormai scaduti, non sono un «termine perentorio», dicono il segretario generale e il vicesindaco.
La seduta non può così che chiudersi con la promessa di riaggiornarsi, probabilmente dopo la fine di aprile, quando anche la seconda perizia sarà arrivata e sarà transitata quantomeno dalla giunta.

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