Piscina di Muggiò, mercoledì la commissione

Piscina di Muggiò

Nuovo capitolo della vicenda piscina di Muggiò: è stata convocata per la prossima settimana, mercoledì, la commissione consiliare II. Una riunione molto attesa perché sarà discusso e analizzato il progetto dei privati, ossia la proposta di partenariato pubblico-privato della società Nessi & Majocchi per rifare ex novo l’impianto natatorio che ormai è chiuso dall’estate 2019, con enormi disagi per tutti gli utenti, di ogni età, e le società sportive del territorio.

Come da indicazione del segretario generale di Palazzo Cernezzi, la commissione dovrà svolgersi a porte chiuse, potranno infatti partecipare soltanto i consiglieri che ne fanno parte. Non soltanto. Una ulteriore condizione è stata posta: l’argomento di discussione sarà soltanto l’aspetto tecnico del progetto presentato dai privati, senza alcun riferimento al piano economico.

L’amministrazione aspetta il confronto in commissione prima di discutere del delicato argomento in giunta. Il Comune di Como infatti è chiamato a prendere una decisione in tempi brevi.
Nella precedente riunione della commissione II a Palazzo Cernezzi, lo scorso 8 marzo, l’assessore ai Lavori pubblici di Como, Pierangelo Gervasoni, aveva detto: «Entro la fine di aprile la giunta comunale deciderà il percorso da intraprendere per riaprire l’impianto».

Il mese è agli sgoccioli e la speranza è che ai fatti possano seguire azioni concrete. La piscina di Muggiò è chiusa dall’estate del 2019 e il futuro resta ancora incerto, almeno fino a quando non sarà presa una scelta definitiva.
Un sorte condivisa anche dal vicino palazzetto, in stato di degrado ormai da troppo tempo. A pochi passi c’è infatti la struttura sportiva, chiusa dal novembre del 2013, che giace inutilizzata e che, come è stato denunciato da residenti della zona, è un rifugio per cani. Un impianto che ha vissuto momenti di gloria – ci giocava la Comense di basket e ha ospitato eventi internazionali, come il Fioretto d’Argento di scherma vinto da Valentina Vezzali – e che è stato a lungo la base di una serie di società, che sono state costrette a migrare, con centinaia di atleti, in altri palazzetti del territorio provinciale.

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