Piscina di viale Geno, arriva il quinto ricorso

piscina viale Geno

La Pallanuoto Como non si arrende e annuncia il quinto ricorso. Oggetto del contendere, come noto, il bando di assegnazione dell’impianto di viale Geno, adesso in mano alla Como Nuoto.

Lo scontro tra le due società va avanti tra carte bollate, conferenze stampa e interventi del Comune di Como ormai da mesi e non sembra prossimo a una conclusione. Ieri il nuovo capitolo. Numerosi i punti evidenziati per giustificare l’intervento del tribunale amministrativo regionale. A partire innanzitutto dal numero dei tesserati agonisti delle due società, uno degli elementi determinanti.

«Siamo al quinto ricorso. Dopo due davanti al Tar uno al Consiglio di Stato e uno davanti alla Giustizia sportiva ritorniamo al Tar. Nell’istanza di accesso agli atti presentata al Comune di Como – hanno spiegato in conferenza stampa il presidente della società Giovanni Dato e l’avvocato Roberto Rallo – sono stati indicati ben 14 tesserati della Como Nuoto che, nonostante quanto disposto dal bando originario, non hanno svolto attività agonistica. Forse sarebbe stato opportuno eseguire controlli più incisivi prima di decidere di assegnare la piscina alla Como Nuoto». Numeri dunque importanti perché in origine era previsto che «si potessero ottenere fino “a 10 punti nel bando in ordine al numero di tesserati, riferiti alla media del triennio, che svolgono attività agonistica nell’ambito degli sport acquatici e natatori”. Noi a questo ci siamo attenuti e la gara era stata vinta – ha sottolineato il presidente Dato – Poi, però, questo passaggio è stato rivisto attraverso un’interpretazione diversa e per noi non condivisibile, ovvero “sino a 10 punti in ordine al numero di tesserati come agonisti”. Un’interpretazione dunque che non imponeva lo svolgimento delle gare come requisito. Inammissibile questa interpretazione fornita dagli uffici comunali». Ma questo è solo uno dei vari nodi cruciali su cui si dipana l’intricata vicenda.

I riflettori vengono poi puntati su presunte «lacune messe in essere da parte dell’amministrazione. A noi sembra che l’istruttoria da parte degli uffici comunali non sia stata fatta in maniera adeguata a differenza di come venne fatta da parte del Comune nei nostri confronti – ha aggiunto sempre Giovanni Dato – E giusto per dire, già queste 14 persone, che non corrispondono alle richieste comporterebbero la decadenza di Como Nuoto rispetto all’assegnazione del bando». Come noto, l’ultimo passaggio si è avuto il 7 agosto, quando Palazzo Cernezzi aveva comunicato «alla Pallanuoto Como la conclusione del procedimento di decadenza dall’aggiudicazione per il compendio sportivo di Villa Geno a causa di discordanze rispetto al numero di tesserati agonisti dichiarati in sede di gara». La lotta dunque è ancora aperta. E la conclusione molto chiara. «Stiamo predisponendo il ricorso, che a breve sarà pronto. Non siamo qui a fare la guerra a Como Nuoto ma vogliamo segnalare che c’è stato qualcosa di non omogeneo nell’approccio e nei comportamenti dell’Amministrazione per questo bando», chiude Dato.

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