Piscina di viale Geno, telenovela continua. Ora il Comune ricorre al Consiglio di Stato

Como Nuoto

Il Comune di Como ricorre al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che ha annullato la gara per la concessione della piscina Trolli di viale Geno.
La decisione risale al 14 maggio scorso, ma la determina della dirigente dell’area legale è stata pubblicata soltanto giovedì sul portale di Palazzo Cernezzi.
Davvero scarne le motivazioni della scelta specificate nel testo della determina: «Riconosciuta la necessità di promuovere l’appello, al fine di difendere le ragioni e gli interessi del Comune di Como», Palazzo Cernezzi ha incaricato i suoi legali di ricorrere in secondo grado a Palazzo Spada. Per domiciliare a Roma i propri avvocati, il municipio lariano pagherà un migliaio di euro a un professionista della capitale.
Va avanti, quindi, e sempre a colpi di carta bollata, la vicenda dell’impianto di viale Geno che attende da anni una nuova concessione. Proprio venerdì, il presidente della Pallanuoto Como, Giovanni Dato, aveva inviato alle redazioni locali un comunicato stampa dai toni molto duri denunciando quello che, a suo dire, resta uno scandalo, ovvero «l’occupazione di spazi comunali senza alcun titolo. La concessione – ha scritto Dato – è infatti scaduta nel 2016 e non è mai stata prorogata». Non solo: sempre secondo Dato, la struttura sportiva non sarebbe a norma e avrebbe bisogno di lavori di manutenzione.
«I nostri legali – ha concluso il presidente della Pallanuoto Como nel suo comunicato stampa – hanno chiesto delucidazioni all’amministrazione del capoluogo, ancora attendiamo risposta». La prima, però, è arrivata: un ricorso al Consiglio di Stato contro la sentenza del Tar che aveva dato ragione alla Pallanuoto Como.

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