Piscine di Casate, difficile trovarle. E il maltempo fa il resto

alt Il centro sportivo mal segnalato
Le piscine di Casate soffrono inevitabilmente dei tanti giorni di maltempo di questa estate anomale: i giorni di pioggia hanno ridotto di oltre la metà gli accessi.
Ma il centro alla periferia di Como non è facilmente individuabile da chi è forestiero. Senza navigatore o smartphone, ricorrere alla cara vecchia cartellonistica è un rischio. Quella dedicata al centro sportivo che comprende anche una pista di pattinaggio (e una pista in stile Dakar è spesso l’asfalto per arrivarci) in effetti

sembra quantomeno migliorabile. Provate, dalla Varesina, ad arrivare al centro gestito da Como Servizi Urbani.
Il cartello che indica il centro sportivo comunale all’inizio di viale Risorgimento per chi proviene dalla via Varesina è nitido ma nascosto fra altri. E la vegetazione lo minaccia, così come avviene al “fratello” in via D’Annunzio. Sulla stessa via, lo strategico incrocio con via Virgilio per scendere alle piscine non ha segnalazioni evidenti. Nei giorni scorsi l’annuncio di una festa serale con dj set era affidato a uno stendardo con scritte spray, su una palizzata. Senza contare che allo svincolo di Lazzago, strategico per la viabilità, hai sì la segnalazione di una massa d’acqua sul grande cartello a mezz’aria, ma è relativa genericamente al lago. Non certo alla piscina.
Un po’ poco, per condurre a una struttura comunale che si vorrebbe giustamente rilanciare. «I più a Como la conoscono, i cittadini sanno arrivarci benissimo – commenta Mariano Montini, presidente di Csu, la società Como Servizi Urbani controllata da Palazzo Cernezzi, che gestisce questa e altre strutture comunali sportive e non – Il turista o chi cerca piscine più eleganti non va certo a Casate, che rimane piscina per famiglie. E che quest’anno è in crisi causa maltempo. Anche se va detto che pure per il pattinaggio non abbiamo più il pubblico di una volta. Si tira a campare, insomma, nel complesso. Certo, Casate sarebbe da riqualificare. Ma rifare tutto costerebbe probabilmente più che costruire ex novo».

Nella foto:
Il cartello in via Gabriele D’Annunzio parzialmente nascosto dalla vegetazione

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