Piscine di frontiera a due velocità, in Italia per ora si nuota solo all’aperto

Piscina di Chiasso

Bagni di normalità almeno oltre frontiera. In Italia piscine all’aperto già in funzione, ma per gli impianti al chiuso in zona gialla bisogna attendere il 1° luglio e pertanto rimangono chiuse a Como sia la piscina Sinigaglia sia la Conelli Mondini del centro di Casate che ha anche due vasche all’aperto, esse pure chiuse. La piscina di Muggiò attende di diventare olimpionica ma è per ora inagibile in un contesto di cittadella dello sport da rifare. A Como al momento quello di Villa Olmo è l’unico lido aperto. È possibile prenotare online per poi accedere direttamente alla struttura evitando la fila all’ingresso. All’Action Sport di Cermenate si è ripartiti il 24 maggio scorso mentre a Cernobbio si conta di riaprire settimana prossima al lido e a Cantù si dovrà attendere ancora qualche tempo.

Nella vicina Svizzera invece riaprono già da oggi, lunedì, anche le piscine al chiuso. In Canton Ticino, sempre da oggi, si potranno tornare a praticare attività sportive amatoriali fino a 50 persone insieme (invece delle 15 consentite finora). I bagni termali e i centri wellness possono riaprire i battenti: in queste strutture deve essere a disposizione una superficie di almeno 15 metri quadrati per persona; le attività possono essere svolte senza mascherina, ma deve essere rispettata la distanza obbligatoria. Le medesime regole si applicano alle piscine coperte.

Dopo sei mesi di attesa, oltre frontiera ci si può immergere di nuovo. Tra le strutture aperte c’è ad esempio il lido di Chiasso, struttura comunale, che attira gli appassionati dell’acqua clorata i quali possono riassaporare il piacere di immergersi in una delle tre vasche del centro natatorio, aperto al pubblico dallo scorso 22 maggio. La struttura non è riservata soltanto alla clientela ticinese, ma è aperta anche ai frontalieri.

«Mi sembra sia passata un’eternità dall’ultima volta che ho potuto nuotare» racconta Giuseppe, giovane frontaliere comasco impiegato in un ufficio del centro di Chiasso.
Se il meteo non è stato molto clemente in questo fine maggio e la struttura (un’area verde di circa 7mila mq, in grado di ospitare fino a 2.500 persone a pieno regime) è rimasta quasi completamente deserta, va detto che negli ultimi giorni il termometro sembra regalare temperature finalmente più miti. «Abbiamo svolto grandi interventi di manutenzione sulla vasca e anche le corsie sono nuove», racconta uno dei bagnini di turno.
Anche chi si dovesse trovare di passaggio in Ticino – ma che a Chiasso non lavora e non vive – può comunque acquistare un biglietto di ingresso valido per l’intera giornata.

«Nel rispetto delle disposizioni emanate dalla Confederazione (10 mq per persona), viene fissato il limite di ingressi a 800 persone (abbonati inclusi, ndr)», chiarisce l’amministrazione comunale sul proprio sito. E proprio per evitare ogni possibile situazione di sovraffollamento verranno venduti al massimo 400 biglietti giornalieri per gli ingressi singoli, raggiunta tale soglia l’accesso non sarà più consentito ad alcuno. Dal solarium sullo sfondo, si vede Brunate. Una giovane cliente ha appena concluso la sua nuotata e, guardando le Prealpi lariane, dice: «Spero proprio che come da noi in Ticino anche sul Lario si possa finalmente respirare un po’ di normalità».

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