Piscine, no al progetto di via Del Doss. Entro il 10 settembre riaprirà la Sinigaglia, ancora nulla su Muggiò

Piscina Sinigaglia

Aprirà prima del 10 settembre la piscina Sinigaglia, nella foto: la data è in via di definizione da parte della Csu (Como Servizi Urbani) che gestisce l’impianto. È questa, con la conferma del pieno funzionamento dell’impianto di Casate (aperto dal lunedì alla domenica dalle 10 alle 19) l’unica buona notizia sul fronte delle piscine in città.
Come confermano sia la stessa Csu, sia l’assessore allo Sport, Marco Galli, la questione della piscina di Muggiò è ancora ferma al palo. Non sono ancora stati quantificati gli interventi necessari per la riapertura pur parziale riservata agli allenamenti delle società sportive. Il Comune ha sempre sul tavolo il cosiddetto “progetto Majocchi” per un nuovo impianto. Palazzo Cernezzi ha chiesto un supplemento di documentazione all’impresa, che sta provvedendo a rispondere. In questo modo si è però potuto prolungare l’iter rispetto alla scadenza naturale. «Credo sia un’occasione da non perdere», ribadisce l’assessore Galli. «In caso contrario si rischierebbe un Palazzetto di Muggiò 2», conclude l’assessore.
Non sempre gli interventi in project financing hanno vita facile. L’ultimo che ha riguardato un investimento su un impianto sportivo e una piscina è definitivamente naufragato con una delibera di giunta di poco meno di un mese fa, 16 luglio.
Si tratta del progetto presentato dalla Cooperativa Colisseum, attuale gestore, per la riqualificazione delle piscine di via del Doss a Como e la realizzazione di nuove palestre. L’impianto di Lazzago è noto da anni per la sua attività riabilitativa nelle vasche d’acqua calda e per le lezioni di nuoto dedicate ai bimbi più piccoli e ai disabili. La Colisseum, in associazione temporanea d’impresa con altre realtà, il 24 aprile 2018 ha fatto la sua prima richiesta per presentare una proposta di finanza di progetto. Nella documentazione pubblicata sull’Albo Pretorio, anche nella versione online, di Palazzo Cernezzi, si possono leggere tutti i passaggi della vicenda. La proposta iniziale di lavori per 530mila euro è rimbalzata più volte tra gli uffici. I lavori preventivati sono stati incrementati fino a 790mila euro. Vi è stato pure un ricorso al Tar, vinto da chi ha proposto il project financing, contro l’amministrazione comunale. Ricorso che non ha cambiato l’esito finale della proposta, che avrebbe impegnato il Comune per circa 185mila euro all’anno per i 20 anni di concessione, ovvero 3 milioni e 700mila euro, per garantire l’equilibrio finanziario della struttura. Le utenze di acqua e riscaldamento hanno un peso notevole nella gestione delle piscine. Così, nella seduta del 16 luglio, la giunta Landriscina si è espressa all’unanimità respingendo la proposta per rifare il centro sportivo.
P.An.

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