Più soldi dai matrimoni che da fiere ed esposizioni. In tre anni rosso di 1,2 milioni
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Più soldi dai matrimoni che da fiere ed esposizioni. In tre anni rosso di 1,2 milioni

È stato messo online sul sito Internet istituzionale il bilancio di Villa Erba spa. Numeri freddi, forse, che abbiamo in parte anticipato in questi giorni, ma che fanno ben comprendere tutte le difficoltà di gestione di una realtà che ha chiuso in rosso l’ennesimo esercizio.

Il documento, ricordiamo, è stato approvato lo scorso 23 aprile.
Nella sua relazione, il presidente del Cda, Filippo Arcioni, parla subito della perdita, di 263.888 euro, pur a fronte di un «valore della produzione» di oltre 6 milioni e mezzo di euro.

Il polo fieristico di Villa Erba a Cernobbio Villa Erba a Cernobbio

Lo sbilancio dell’ultimo anno si unisce al -297.348 della gestione 2016 e al -665mila euro del 2015. In parole povere, negli ultimi tre anni, la società ha bruciato oltre un milione e 200mila euro. In gran parte soldi pubblici (il 53,2% della società è costituito da Camera di Commercio 25,2%, Provincia di Como 16,8%, Comune di Como 7,3% e Comune di Cernobbio 3,9%).

Forse sono però altre le cifre che fanno comprendere lo stato di preoccupazione riguardo il futuro di Villa Erba e la ricerca di un soggetto forte, in grado di mettervi nuova linfa.
Sarebbe ad esempio interessante chiedere ai promotori del Centro Espositivo Congressuale del Parco di Villa Erba se si aspettavano che trentuno anni più tardi quegli spazi avrebbero incassato più grazie ai fastosi matrimoni che attraverso le fiere.

Per fiere e forum, come si evince dal documento contabile, nel 2017 la società ha incassato un milione e 848mila euro, con un balzo del 9% sull’anno precedente.
Per i matrimoni, un milione e 860mila euro (-1,48% sul 2016). Calati di oltre il 9% i convegni e le

riunioni, che rappresentano comunque la voce maggiore delle entrate, per oltre 2 milioni di euro. Il valore della produzione è poi rappresentato da “eventi vari” per 681mila euro e locazioni per 135mila euro.
Non scendono naturalmente le spese. I costi del personale ad esempio (oltre 587mila euro), sono 9 i dipendenti, compreso un dirigente e due risorse part-time. A febbraio la società ha assunto due altre persone, a tempo determinato nell’area commerciale e della gestione di eventi.

Il tasso di occupazione del calendario della struttura è infatti ben lontano dall’overbooking. Su un calendario di 365 giorni e 52 weekend, la struttura ha ospitato solo 79 eventi, pur 9 in più del 2016. Sono stati però soltanto 20 quelli nel centro espositivo, 14 convegni e 6 fiere. Con numeri così piccoli, la minaccia della fiera Proposte di lasciare Villa Erba potrebbe essere un vero e proprio colpo da ko per l’ente di Cernobbio, visto che le operazioni fatte con Proposte srl portano oltre mezzo milione di euro nelle casse.
I giorni “netti” di occupazione degli spazi, esclusi quelli di allestimento, sono stati 119. Due giorni su tre, insomma, dentro tutta l’area di Villa Erba, compreso il galoppatoio, non c’è stato nulla nel corso del 2017.

La stagione degli eventi rimane inoltre breve, concentrata tra aprile e ottobre. Cresce invece il peso delle tasse, Imu, Tasi e Tari. Su una simile volumetria, ogni anno queste voci significano uscite per oltre 415mila euro. I compensi per gli amministratori e i sindaci della società ammontano infine a poco più di 58mila euro all’anno.

Riguardo agli scenari futuri, il documento di bilancio del 2017, firmato dal presidente Arcioni, analizza la nascita di un nuovo soggetto, ovvero Lombardia Fiere, che dal luglio scorso aggrega le realtà di Montichiari, Cremona e Bergamo.

«Villa Erba – si legge – dovrà tener conto di questi processi elaborando una propria strategia focalizzata sulla ricerca di un importante partner del settore, con ingresso anche nel capitale azionario, per allinearsi al mercato sia nazionale sia internazionale».

8 maggio 2018

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Paolo

Paolo Annoni pannoni@corrierecomo.it


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