Polemica in Comune, le minoranze non partecipano alla discussione sul bilancio

palazzo cernezzi

L’assessore Caldara: «Toni eccessivi, abbiamo avuto difficoltà oggettive». L’opposizione: «Tempistiche assurde, noi oltraggiati dalla giunta»

«Oltraggiati dalla giunta». Così si sentono i gruppi consiliari di Svolta Civica, Partito Democratico, Civitas e Movimento 5 Stelle che hanno deciso, di comune accordo, di non partecipare alla discussione sul bilancio. Tempi ristrettissimi per analizzare il documento – illustrati nel dettaglio da Bruno Magatti lunedì sera in consiglio – una programmazione che ha portato a prevedere 11 sedute di consiglio in 17 giorni e altri impedimenti formali hanno spinto a questo gesto clamoroso.

«Le condizioni necessarie per lo svolgimento sereno e approfondito delle funzioni di indirizzo e controllo da parte dei consiglieri comunali sono state, nei fatti, negate, vista la complessità e la dimensione delle materie in oggetto, programmazione e bilancio, a causa della immotivata procedura che invoca un’urgenza ingiustificabile e impone tempi di approfondimento ristretti oltre il limite dell’inadeguatezza», hanno dichiarato le minoranze di Palazzo Cernezzi, scegliendo così di astenersi dal dibattito su quella che di fatto rappresenta la decisione più importante di ogni macchina comunale.

«E gravemente irrispettoso del ruolo democratico di indirizzo e controllo dei consiglieri comunali il fatto che un bilancio debba essere concesso soltanto per poche ore, prima dell’ennesima votazione con carattere di urgenza imposta all’aula. Il fatto – proseguono le opposizioni – assume particolare gravità anche alla luce dell’inerzia che fino a un paio di settimane fa aveva visto il consiglio inoperante, dato che dalla giunta non arrivavano provvedimenti da approvare. La scelta, dolorosa, di non partecipare alla discussione del documento programmatico vuole essere un gesto forte verso un’amministrazione sempre più sorda e sterile, che, oltre a denotare evidenti lacune, mortifica il ruolo del consiglio comunale, invece di affidarsi all’operato dell’aula, nel bene della città».

Anche Alessandro Rapinese, pur non sottoscrivendo il documento delle altre forze di opposizione, si è espresso sulla stessa linea.
«I gruppi di minoranza – concludono le opposizioni – dichiarano la loro volontà di non avallare questo metodo di lavoro e quindi di assumere, nella fase di dibattito, un atteggiamento di mera vigilanza e censura».

Alle critiche delle minoranze replica l’assessore al Bilancio, Adriano Caldara, che premette: «Parlare di tempistiche assurde e di oltraggio mi sembra eccessivo». E poi spiega: «I tempi si sono allungati andando oltre il termine della proroga del 31 marzo. Abbiamo avuto però delle difficoltà oggettive, che non sono giustificazioni ma reali motivi: è cambiato il segretario generale, sono stati sostituiti anche i dirigenti di Urbanistica e Lavori Pubblici e i tempi si sono così necessariamente allungati».

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