con La Curiera.Non canta una ricetta ma un piatto povero e rustico – povero come il “tuscanell” che identifica un modo ruvido e umile di fumare e può anche dettare i versi di una poesia. È una ricetta, quella della canzone di Davide Van De Sfroos, che dà il la a una storia e sintetizza in poche strofe un intero mondo fatto di sorsi di vino sincero che aprono lo scrigno dei ricordi, dei “pensieri che fanno fracasso” e delle malinconie, rumori di vento e di pioggia che, come il gracchiare di radio d’antan, sanciscono più di tanti discorsi teorici e ideologici l’appartenenza a un territorio e alle proprie radici simboliche e ancestrali. È un fantasma che lascia tracce indelebili, la “gallina” di De Sfroos, e per questo forse è tanto amata dal pubblico fin dal lontano 1999, quando apparve nell’album Breva e Tivan.
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