Politeama sprangato per scongiurare intrusioni

lavori al Politeama

Ingressi sprangati dall’interno all’ex cineteatro Politeama di piazza Cacciatori delle Alpi per evitare che si ripeta la manomissione dei giorni scorsi. Il danno, l’effrazione di una delle porte sul lato che si affaccia su viale Cavallotti, è stato accertato da Francesco Nessi, il liquidatore della Società Politeama proprietaria dello stabile che è comunale per l’82% della proprietà. Nessi ha prontamente fatto intervenire la polizia locale di Como che ha preso atto di violazione e danni.
«Purtroppo abbiamo constatato che all’interno ci sono stati vari vandalismi e segni di presenza umana, per usare un eufemismo; hanno anche cercato di sfondare il portone principale dall’interno. Temo non si sia trattato dell’opera di senzatetto ma un vero atto di vandalismo e faremo in modo che non si ripeta».
La questione del Politeama è nota. La Società Politeama di recente ha fatto appello alla società civile per salvare l’ex cinema. Centro polifunzionale (così fu pensato a inizio XX secolo) che ha tante potenzialità (18 metri di palcoscenico) ma rischia di diventare la seconda Ticosa di Como e non è nemmeno più tra gli obiettivi del Conservatorio che ha sete di spazi e in autunno li troverà grazie all’intercessione del Comune. Servono almeno 100mila euro per mettere in sicurezza il manto di copertura e impedire così al cemento armato, fiore all’occhiello dell’edificio progettato nel 1910 da Federico Frigerio, di deteriorarsi fino all’irreparabile. E poi servono due milioni e 243mila euro per chi voglia accaparrarsi l’intero immobile (vincolato in gran parte a uso culturale) secondo l’ultima perizia redatta con stime al ribasso dagli esperti degli ordini degli Architetti e degli Ingegneri e dei collegi dei Periti industriali e dei Geometri.
Pur essendo in vacanza, Nessi continua a lavorare. «Intendo anticipare il rientro dalle ferie per prendere di petto la situazione, a breve annunceremo il percorso per arrivare al recupero e alla gestione dell’ex cineteatro da presentare alla città per cercare partner che vogliano impegnarsi in questo progetto. Intanto ci siamo già attivati per la sicurezza dello stabile sprangandolo dall’interno, anche per evitare che si ripetano episodi spiacevoli come questo e per far sì che non si trasformi in una seconda Santarella, l’ex centrale termica della Ticosa spesso occupata da senzatetto. Torno a rivolgere un appello alla società civile perché non sia lasciato nell’incuria e nell’abbandono questo pezzo della storia di Como e per trovare una soluzione percorribile. Speriamo che anche alla luce di questo spiacevole episodio la città si svegli e ci segua, stia dalla nostra parte per non far morire il Politeama».

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