Ponte Chiasso si interroga sul futuro tra ansie, dubbi e progetti di rilancio. Giovedì assemblea pubblica

Area Ponte Chiasso

Il quartiere di Ponte Chiasso vuole conoscere il proprio futuro. Vuole “interrogare” il Comune e i progettisti che hanno realizzato i due piani preliminari per ridare vita alle aree ex Lechler e Albarelli. Si preannuncia dunque molto affollato l’incontro sul tema, aperto al pubblico, organizzato dall’assemblea di zona alle 20.30 di giovedì prossimo nella sala dell’oratorio. I timori, le paure e anche i dubbi sono infatti diversi.
«Da sempre la nostra volontà è stata quella di confrontarci con la popolazione – dice l’assessore all’Urbanistica Marco Butti – Ricordiamoci che siamo nella fase preliminare della progettazione e quindi è fondamentale sapere cosa ne pensano i cittadini, sentire i loro reclami e le loro idee. E giovedì sarà l’occasione per parlarne. Mi aspetto anche voci critiche». A Ponte Chiasso in effetti il dibattito è aperto già da tempo. Va detto che in base agli studi preliminari nell’area ex Lechler dovrebbe essere insediata una media distribuzione alimentare, mentre nell’area Albarelli (sempre a ridosso del confine con Chiasso) verrà dato spazio a negozi e 1.400 parcheggi. Nel quartiere nascerebbe dunque un polo commerciale piazzato in una zona a dir poco strategica, a due passi dal confine con la Svizzera. Attrazione irresistibile, forse, per chi ha in tasca una moneta forte e da sempre fa leva su un cambio favorevole.
L’ultimo tratto di via Bellinzona potrebbe così diventare, una volta completata la riqualificazione delle aree, una zona con limite di velocità a 30 km all’ora, una sorta di prosecuzione della zona pedonale di Chiasso. Questo sulla carta. Ma tra i residenti, oltre alla legittima curiosità di conoscere i dettagli dell’operazione, non mancano le perplessità.
«Nel quartiere si alternano voci allarmate a quelle di persone speranzose. I timori più forti sono quelli dei commercianti che hanno le loro attività nel quartiere. La paura, forte – dice Barbara Cereghetti, segretaria del Circolo Pd di Como Nord – è che l’arrivo di un centro della grande distribuzione possa avere come conseguenza l’inevitabile chiusura dei negozi di vicinato. La preoccupazione è alta. Il quartiere ha bisogno di un restauro sia per la viabilità e i parcheggi, sia perché è “il biglietto da visita” dell’Italia per chi entra dalla Svizzera». E dal suo osservatorio la Cereghetti conferma come sarà alta l’affluenza all’incontro di giovedì.
Critico o quantomeno preoccupato per il futuro è Massimo Patrignani, già dirigente dei Servizi scolastici a Palazzo Cernezzi, da sempre attivo nel quartiere «dove vivono i miei genitori». «Purtroppo – dice – mi sembra, in base alle prime seppur parziali informazioni, che come al solito tutto sia funzionale alla realizzazione del supermercato. Ovvero che ci si trovi davanti alla solita urbanistica fatta più per l’interesse degli attuatori che non dei cittadini. Giovedì vedremo cosa ci verrà detto».
Più propositivo Eddie Marconi, membro dell’assemblea di zona di Como Nord che ha organizzato l’incontro. «Innanzitutto, bisogna ascoltare con attenzione i progetti – afferma – In base alle prime notizie però mi sembra che ogni passo fatto per migliorare il nostro quartiere, che versa in pessime condizioni, sia positivo. Inoltre è pur vero che arriverà un supermercato ma porterà anche dei parcheggi, utili pure per chi deciderà di andare a fare acquisti nei negozi di Ponte Chiasso o per chi vorrà fare una rapida commissione nel quartiere o semplicemente andare al bar. Insomma, dobbiamo vedere pure gli aspetti positivi. E tra questi anche i lavori previsti nel quartiere, che consentiranno di rendere più accogliente questa zona che rappresenta la porta di ingresso per chi arriva dall’estero».
La conclusione è affidata ancora all’assessore Marco Butti. «Lo ribadisco, siamo in fase di progetto preliminare. I progettisti dovranno, insieme alla proprietà – se decideranno di andare avanti – presentare poi un formale piano integrato di intervento che dovrà contenere le prescrizioni previste dal parere preliminare positivo del Comune. Dopo l’assemblea, i soggetti interessati si incontreranno per formalizzare la prosecuzione dell’iter che prevederà poi un’ulteriore valutazione sul progetto, la conferenza dei servizi e il passaggio in consiglio comunale. Dunque, ben venga il dialogo e il confronto ma questa potrebbe proprio essere l’ultima chiamata per Ponte Chiasso».

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