Pontiggia: «Sbloccare i cantieri senza le polemiche e le liti tra i poteri»

Giovanni Pontiggia

Tre giorni di dibattiti, 80 relatori, 18 panel, decine di giovani protagonisti con le loro imprese innovative, sostenibili e inclusive e più di 1.500 partecipanti, ma non solo: il Festival Nazionale dell’Economia Civile a Palazzo Vecchio ha avuto un’anteprima proprio sul Lario, a Lecco, con un convegno sponsorizzato dalla Bcc Brianza e Laghi con il sostegno degli enti territoriali.

«Per il Paese Italia, in questo momento alla ricerca di crescita e di innovazione, servono nuovi modelli economici e sociali – spiega il presidente della Bcc Brianza e Laghi, Giovanni Pontiggia – A livello nazionale queste premesse e nobili motivazioni hanno creato il terreno fertile per l’organizzazione del Festival di Firenze».

La componente associativa del credito cooperativo non poteva certo mancare a un tavolo sull’economia sociale. Federcasse, la Federazione nazionale delle Banche di Credito Cooperativo e Casse Rurali (Bcc), ovvero 270 banche di comunità, presenti in tutto il Paese, che da oltre 130 anni svolgono il loro ruolo di sostegno ai territori, è tra gli organizzatori del Festival di Firenze.

«Le Bcc più delle altre banche svolgono la funzione di sostegno anche nei momenti difficili per la società civile – spiega ancora Pontiggia – L’obiettivo dei nostri istituti è proprio studiare e pensare modelli di sostenibilità per il Paese».

Anche in questa direzione la Bcc Brianza e Laghi ha promosso un incontro territoriale a Lecco. «A Firenze per la nostra banca erano presenti il vicepresidente Carlo Maria Beretta e l’ingegnere Luigi Sabadini, componente del nostro comitato esecutivo e presidente di Api Lecco – dice ancora Pontiggia – L’economia civile vuole proporre una nuova visione del Paese. Al conflitto, alla rabbia e alla paura si vuole sostituire il senso vero della vita – spiega sempre il presidente della Bcc Brianza e Laghi – Una vita intesa come ricchezza, da spendere senza rancore, con serenità e felicità. Il benessere o bene vivere, va messo a disposizioni anche delle categorie più fragili. Occorre mettere l’uomo al centro dell’azione politica a livello nazionale, regionale e locale. Esiste solo una direzione di sviluppo possibile che unisca il valore economico e la dignità del lavoro o la tutela dell’ambiente».

«La sfida riguarda ora il come fare? Personalmente – conclude Pontiggia – dico che si devono al più presto sbloccare tutti i cantieri. Si tratta di un modo per creare occupazione, liberare risorse per miliardi. Ma i cantieri non si muovono con le polemiche continue e le conflittualità tra i poteri, ma creando un rapporto virtuoso tra il mondo economico e il mondo amministrativo e quello della giustizia».

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