Prescrizione, la rabbia degli avvocati dopo l’accordo: «È una svolta sciagurata, illiberale e populista»

Giustizia, tribunale

L’accordo sulla prescrizione è stato trovato nel corso della mattinata di ieri. Ma già nel pomeriggio infuriavano di nuovo le polemiche, con le Camere Penali che annunciavano l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale nei giorni 20, 21, 22 e 23 novembre 2018. La svolta è arrivata dopo un vertice alla presenza dei due vicepremier, Luigi Di Maio e Matteo Salvini, con il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Dunque, dal 2020 (questo è almeno il volere di Salvini) la prescrizione verrà “bloccata” dopo il primo grado di giudizio.
«Pesanti nubi si addensano intorno al sistema penale del nostro Paese – è stata la pesante replica di Paolo Camporini, avvocato e presidente della Camera Penale di Como e Lecco, all’apprendere la notizia in arrivo da Roma – Com’era prevedibile la connotazione populista dell’attuale maggioranza di governo sta determinando l’adozione da parte delle forze politiche che la compongono di sciagurate iniziative destinate a incidere sui meccanismi della giustizia penale». Anche la ventilata “opposizione” della Lega alla fine non c’è stata, grazie a quello che Camporini definisce «un ridicolo compromesso (lo slittamento al 2020, ndr), per sedare contrasti politici interni, a salvaguardia della maggioranza e non certo dei diritti dei cittadini. La sostanza tuttavia non cambia».
Questa modifica alla prescrizione, è per le Camere Penali una «sostanziale soppressione di un istituto di garanzia». «La prescrizione nel nostro ordinamento è chiamata tra l’altro a svolgere la funzione di presidio del principio costituzionale della ragionevole durata del processo – prosegue il presidente della Camera Penale di Como e Lecco – Soppresso tale equilibratore il tempo dell’accertamento diviene infinito, trasformando il processo stesso in pena, con evidenti ricadute sulla stabilità dei rapporti giuridici». «Nel nuovo progetto – aggiunge Camporini – addirittura non si distingue tra sentenza di condanna o di assoluzione, così determinando incertezza anche nella condizione di chi sia stato assolto dal primo Giudice».
La conclusione dell’avvocato del Foro di Como è pesante: «Le forze di governo stanno dimostrando di voler perseguire l’obiettivo della abrogazione della prescrizione, addirittura iscrivendola in una minacciosa prospettiva di generale riforma del processo, le cui premesse e slogan sono già sufficienti a dare il segno di una dissennata deriva giustizialista e populista». Camporini annuncia in chiusura l’astensione dalle udienze e da ogni attività giudiziaria nel settore penale nei giorni 20, 21, 22 e 23 novembre 2018, e aggiunge: «I penalisti italiani sono preoccupati per tali ipotesi di riforma e per gli immaginati scenari che mirano a sottrarre pezzi di libertà e di garanzie di ciascuna persona, ma sono anche fortemente determinati nel respingere un così imponente attacco ai principi del diritto penale liberale e del giusto processo». «Una svolta illiberale» che le Camere Penali faranno di tutto per tentare di contrastare.

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