Presunta violenza durante il compleanno: chiesti 8 anni di pena

Il Palazzo di giustizia di Como Tribunale

«Otto anni». Più un «risarcimento del danno quantificato in 50mila euro», di cui 25mila in via provvisionale. Sono le richieste del pubblico ministero Giuseppe Rose e dell’avvocato di parte civile Pierpaolo Livio, nell’ambito del processo che vede come imputato un 23enne originario del Marocco (cresciuto con la famiglia nel Comasco e regolare in Italia) accusato di violenza sessuale ai danni di una 16enne che quel giorno festeggiava il compleanno. I fatti contestati risalgono al 23 giugno del 2018.
La ragazza, assieme ad altri amici, era in una casa della periferia cittadina per festeggiare gli anni. Non si era sentita bene e – stando al racconto fatto in seguito ai genitori – si era sdraiata sul letto. Qui, al sopraggiungere del 23enne, sarebbe avvenuta la violenza sessuale poi ripetuta nonostante i tentativi – a detta della 16enne – di allontanare il suo aggressore. L’imputato ha sempre negato ogni contestazione, ritenendo che il rapporto fosse consenziente. Ieri hanno parlato le parti: la difesa – avvocato Francesca Rupalti di Milano – ha sottolineato come «non ci fu un dissenso chiaro o una mancanza di volontà» della giovane se non alla fine, aggiungendo poi che la ragazza non fu fatta bere per poi abusarne. L’avvocato Livio ha invece chiesto l’espulsione dell’imputato in modo che «non potrà più commettere questi reati sul territorio dello Stato». Sentenza tra 15 giorni.

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