Presunti maltrattamenti all’asilo. La preside: «Nessuno si era mai lamentato»

Giustizia, tribunale

«Non avevo ricevuto mai lamentele prima dei fatti, nemmeno dai genitori dei bambini coinvolti. La maestra? Sì, era un po’… “ruvida”, non solo per il tono di voce. Aveva un registro autoritario e perentorio».
A parlare, in Tribunale, nel processo a carico della maestra di 43 anni per maltrattamenti e lesioni nei confronti di più alunni di un asilo del comprensorio di Como, è stata la dirigente scolastica.

Ma in aula è stato sentito anche un preside del Modenese, dove la maestra aveva svolto l’anno di prova «non superandolo».
«Ero stati informato dei modi un po’ bruschi dell’insegnante, ma c’è differenza tra l’essere sgarbati e fare dell’altro», ha detto il dirigente riferendosi alle contestazioni mosse dal pm Daniela Moroni.

Sentita anche una collega, cui furono fatte vedere le immagini di quello che avveniva in classe: «Rimasi allibita, ma a me non sembrava li prendesse in modo così brusco. Nessun bambino mi aveva riferito o detto qualcosa che potesse far pensare a cose negative». L’aula dell’asilo comasco fu ripresa – con telecamere nascoste dagli uomini della squadra Mobile – per ben 45 giorni. Una osservazione che iniziava all’alba, prima che i bambini giungessero in aula, e che terminava solo dopo che l’ultimo alunno se n’era andato. Sono tre le parti civili costituite di fronte al giudice Cristiana Caruso.

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