Primo giorno di zona rossa: nel weekend multe e chiusure

Polizia centro Como

Primo giorno di zona rossa ieri, con controlli intensificati sul rispetto delle norme anti contagio. Polizia e carabinieri, in realtà, non hanno mai smesso di fare verifiche e sanzioni, in particolare sulle attività del territorio.
Nell’ultimo weekend, quando ancora il Lario era in zona arancione scuro (da ieri diventata rossa), gli uomini della Questura di Como hanno disposto la chiusura per due giorni di un centro massaggi di via Scalabrini, per più di una violazione. Il blitz è scattato sabato pomeriggio. Le dipendenti del centro non portavano le previste mascherina Ffp2 e non indossavano camici monouso. Anche gli abiti dei clienti non erano conservati in buste o borse individuali, come da protocollo.
Nella struttura, al momento della visita della polizia, erano inoltre presenti ben cinque clienti, provenienti da Como, ma anche altri comuni. Oltre alla sanzione per il titolare del centro, sono stati così multati anche i clienti non residenti nel capoluogo.
Chiuso per cinque giorni anche un bar di via Viganò, in città. All’interno del locale non erano presenti dispositivi igienizzanti e ai clienti, tutti privi di mascherine, venivano consentite le consumazioni, mentre bar e ristoranti possono effettuare soltanto l’asporto.
Sanzioni per circa 30mila euro e quattro chiusure sono state messe in atto nell’ultimo weekend anche dai carabinieri di Cantù con i colleghi del nucleo Ispettorato del lavoro di Como. Nel circondario della Città del Mobile sono state trovate quattro persone che non stavano rispettando il coprifuoco previsto dalle 22 alle 5: per tutti sono scattate sanzioni amministrative. Due le chiusure provvisorie per due giorni e multe per illecito amministrativo per quattro pubblici esercizi, tutti di Cantù, una pizzeria-kebab, 2 bar e un parrucchiere. I locali non avevano affisso i cartelli dentro e fuori che indicano capienza e regole. Ai dipendenti non veniva rilevata la temperatura e non erano inoltre stati correttamente formati. Per il titolare del negozio da parrucchiere è scattata anche la denuncia penale visto che non aveva aggiornato il documento di valutazione dei rischi con la nomina del medico competente e l’idoneità fisica al lavoro.

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