Progetto giardini a lago, è corsa contro il tempo

L'area dei giardini a lago dall'alto

Esigenze tecniche relative ai sottoservizi e la necessità di manutenzione degli impianti tecnici: è il verdetto che arriva dalla conferenza dei servizi, che si è svolta martedì, sul progetto definitivo per la riqualificazione dei giardini a lago di Como. E il timore è che si possano perdere definitivamente i finanziamenti messi a disposizione da Regione Lombardia per l’operazione.
In una nota il Comune di Como ha fatto sapere che «il documento che sarà prodotto in seguito alla conferenza dei servizi con le novità emerse verrà sottoposte al sindaco, al segretario generale e alla giunta comunale per un’ulteriore verifica prima di poter delineare il futuro dell’area». E lo stesso assessore della partita Marco Galli è ancora più chiaro nel dichiarare che «entro il termine ultimo di fine giugno dovrà essere presentata in Regione una dettagliata relazione sulle modifiche eventualmente necessarie, su come intervenire e sulle modalità da utilizzare per fare in modo che tutto sia determinato in maniere adeguata».
«Un passaggio determinante – precisa Galli – per poter contare sui 380mila euro previsti dalla Regione per l’operazione di rifacimento dei giardini a lago». L’iter del progetto stenta ancora a decollare. Il cantiere, non ancora iniziato, sta infatti incontrando una serie di intoppi: lungaggini dovute a cavilli burocratici hanno di fatto modificato il cronoprogramma, facendo slittare l’inizio dei lavori. Il rischio, purtroppo sempre più concreto, è appunto proprio quello di perdere i contributi regionali previsti per l’opera. Il lungo restyling che cambierà il volto dei giardini a lago dovrebbe infatti terminare nel 2020, perché i lavori di riqualificazione, secondo il cronoprogramma, dovrebbero iniziare a ottobre del 2019 e durare al massimo cinque o sei mesi. La speranza del Comune è infine sempre la stessa, avviare il cantiere al termine di quest’anno per poter così puntare a rispettare in toto i tempi previsti.

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