Prostituzione minorile, la vicenda shock di Cantù: fascicolo a Milano

Palazzo di giustizia, tribunale di Como (via Cesare Battisti)

Il fascicolo, dalla Procura di Como che l’aveva aperto e modificato – su indicazione del giudice delle indagini preliminari – da violenza sessuale a prostituzione minorile, è già partito per Milano, in quanto sarà competenza della Procura distrettuale. Molte sono, tuttavia, le cose ancora da comprendere nel dettaglio, all’interno di un quadro comunque a tinte fosche. Stiamo parlando dell’arresto del 34enne di Cantù, accusato di essersi appartato in auto con una ragazzina 15enne che aveva conosciuto in un bar della città brianzola. Lo stesso racconto fatto dalla vittima, del resto, è mutato. In un primo momento, davanti alla polizia locale che era intervenuta su richiesta di alcuni amici – anche loro tra i 13 e i 15 anni – la ragazzina aveva parlato espressamente di violenze ed abusi da parte dell’uomo. Risentita poi in fase di indagine (il fatto risale alla scorsa settimana) aveva modificato la versione, riferendo di essere salita in macchina di proposito dopo che aveva scambiato il numero di telefono con il 34enne e dopo che i due si erano dati un appuntamento. Nessuna costrizione, dunque, ma un gesto volontario da parte della 15enne che – anche questo elemento sarebbe emerso nelle indagini – si sarebbe anche fatta pagare una manciata di euro, forse una decina.
Una ricostruzione che avrebbe portato a modificare l’impianto accusatorio nel modo già accennato. Sempre durante l’indagine è però emerso che il 34enne – il cui avvocato, al momento, non ha presentato istanze – aveva avuto un precedente nel 2014, quando patteggiò 10 mesi di pena per una accusa di violenza sessuale. Un fatto evidentemente di lieve entità (visto l’ammontare dell’accordo sulla pena) che tuttavia mette sul piatto della vicenda anche un precedente che aveva coinvolto l’uomo ora rinchiuso in carcere.
I fatti descritti sarebbero avvenuti tra via San Giuseppe a Vighizzolo (dove la ragazzina e l’uomo si erano dati appuntamento) e Figino Serenza dove si sarebbero diretti con l’auto. Da capire c’è infine anche il ruolo degli altri minori, cui l’amica aveva chiesto di appostarsi in via San Giuseppe. Una richiesta strana su cui gli inquirenti vogliono vederci chiaro.

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