Provincia, nel listone civico Pd e Fratelli d’Italia. Il centrodestra rimane diviso: Lega e Forza Italia corrono da sole

Como, Villa Saporiti, sede della Provincia di Como

Giochi fatti per la corsa verso il nuovo consiglio provinciale. E non mancano le sorprese. Dal listone del presidente, costruito pazientemente da Fiorenzo Bongiasca in accordo con il segretario del Partito Democratico Federico Broggi, alla fine è uscito il colpo di scena: due candidati molto forti di Fratelli d’Italia più un terzo d’area centrodestra, il sindaco di Brienno Francesco Cavadini.
Il partito di Giorgia Meloni ha scelto quindi di non presentare una sua lista ed è confluito nel raggruppamento che sostiene Bongiasca con l’ex vicesindaco di Erba Claudio Ghislanzoni e con la consigliera comunale di Palazzo Cernezzi Antonella Patera, collaboratrice di Gianluca Rinaldin, eletta due anni fa con Forza Italia e poi passata appunto nel gruppo di Fratelli d’Italia.
«In questa tornata non ci sono liste di partito – dice Bongiasca – io avevo proposto addirittura di fare una lista unica che rappresentasse tutto il territorio, con l’obiettivo di amministrare in modo unitario».
Un obiettivo probabilmente troppo futuribile, subito bocciato dalla Lega che ormai da tempo aveva deciso di correre da sola.
Il risultato di questa strategia messa in atto da Bongiasca è stato comunque dirompente: il centrodestra si è diviso, Forza Italia è stata costretta ad andare da sola e nella compagine civica di centrosinistra sono confluiti tre candidati che porteranno in dote molti voti. Quei voti che potrebbero garantire al presidente della Provincia una larga maggioranza.
Certo, l’abbraccio Pd-Fratelli d’Italia – cui si aggiunge anche l’appoggio di Articolo Uno Mdp – farà discutere.
Il segretario Dem smentisce però la tesi che si tratti di un’intesa politica. «Non c’è stata alcuna trattativa diretta con Fratelli d’Italia, abbiamo invece appoggiato la proposta del presidente Bongiasca di allargare la lista il più possibile. I nomi di Ghislanzoni, Patera e Cavadini sono stati indicati dallo stesso Bongiasca».
Il Pd, da parte sua, candiderà tra gli altri l’ex sindaco di Cernobbio Paolo Furgoni, l’uscente Ferruccio Cotta e il sindaco di Lurago d’Erba Federico Bassani.
La discussione nel gruppo dirigente di via Regina non è stata nemmeno troppo animata. A favorire questo accordo anomalo è stato anche il sistema elettorale. Com’è noto, per il rinnovo dei 12 seggi del consiglio provinciale – fissato per domenica 7 aprile – votano soltanto i consiglieri comunali e i sindaci.
A ciascuno di loro è assegnato un pacchetto di voti in proporzione al numero di cittadini rappresentati. In linea teorica, i 5 consiglieri di Fratelli d’Italia a Palazzo Cernezzi hanno lo stesso “peso” elettorale di alcune decine di piccoli Comuni.
Se alcuni mesi fa Bongiasca aveva vinto su Pierluigi Mascetti per pochissimi voti, questa volta il risultato potrebbe essere molto più ampio. Grazie appunto al fatto che le forze politiche del centrodestra non sono riuscite a trovare un accordo.
Forza Italia punterà tra gli altri sugli uscenti Mario Pozzi, sindaco di Centro Valle Intelvi e Maria Grazia Sassi, oltre che sul giovane Davide Gervasoni, consigliere comunale a Palazzo Cernezzi eletto nel 2017 con la lista civica del sindaco Mario Landriscina e poi passato tra le file degli azzurri.

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