Quadri, Lega dei Ticinesi: «Multe non pagate? L’Italia riveda le norme»

Valerio Staffelli Valerio Staffelli

«È l’Italia che deve rivedere le proprie norme». A dirlo, commentando il servizio andato in onda l’altra sera a Striscia la Notizia sulle multe non pagate dagli automobilisti svizzeri che non rispettano i limiti di velocità, è il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri.

«Evidentemente chi prende delle sanzioni deve pagarle – prosegue il consigliere – Non ci si può lamentare delle scorrettezze altrui sul nostro territorio se poi si fanno le stesse cose oltreconfine. È una regola che vale in tutto il mondo».

Secondo quanto denunciato dal servizio di Valerio Staffelli, a chi guida una macchina con targa elvetica e non paga una multa presa in Italia non succede nulla, se invece un italiano non paga una sanzione presa in Svizzera, viene bloccato alla frontiera e deve sborsare 300 franchi per evitare tre giorni di arresto.

Lorenzo Quadri Lorenzo Quadri

«Sono le procedure dei due Stati a essere diverse – dice Quadri – Le norme svizzere in materia stradale sono molto severe, non solo per gli italiani, per tutti. Abbiamo un modo differente di perseguire coloro che commettono infrazioni».

«Certo è che – sostiene ancora Quadri  – se ci sono cittadini svizzeri che pensano di venire sulle strade italiane a sfogarsi per poi non pagare le multe, sono nel torto e devono sapere che i limiti di velocità valgono ovunque».

Il comandante della Polizia locale di Como Donatello Ghezzo ha parlato, intervistato da Valerio Staffelli,  di 350mila euro non pagati solo in città nel 2016. «Mi chiedo se queste cifre siano affidabili – conclude il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi  – Conosco infatti persone che hanno ricevuto multe dall’Italia per infrazioni mai commesse».

 

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