Qualità della vita, Como è 36esima. Perde 4 posizioni rispetto al passato

La città di Como vista dall'alto

Un proverbio popolare dice che “i soldi non fanno la felicità ma la imitano benissimo”. Una frase che potrebbe ben inquadrare la realtà dei comaschi così come appare nell’indagine 2018 sulla Qualità della Vita pubblicata dal Sole24Ore. Ricerca dalla quale emerge come siano in crescita i risparmi in banca ma complessivamente in calo la qualità della vita. E, ulteriore dettaglio non trascurabile, in riva la lago è riservato poco tempo e denaro alla cultura e al tempo libero. A livello generale la provincia di Como si piazza infatti in 36esima posizione, in discesa di 4 gradini rispetto all’edizione passata ma il conto in banca medio dei lariani cresce, rispetto al 2017, di 6600 euro. A livello regionale e non solo è l’anno di Milano che sbaraglia la concorrenza e vince la classifica generale davanti a Bolzano e Aosta. In Lombardia in fondo alla graduatoria si piazza, come nell’edizione passata, sempre Pavia al 63esimo posto su 107 province. Ogni anno la Qualità della vita scatta una fotografia delle città italiane, scegliendo di inquadrare la questione del benessere tramite 42 indicatori suddivisi in sei macro-aree («Ricchezza e consumi», «Affari e lavoro», «Ambiente e servizi», «Demografia e società», «Giustizia e sicurezza», «Cultura e tempo libero»). Questo il quadro di insieme. Scendendo nel dettaglio bisogna innanzitutto concentrarsi sui valori economici e per la precisione sulla graduatoria “ricchezza e consumi”. E qui, come detto, una prima buona notizia: i depositi bancari si sono in media assestati sulla cifra di 24.543 euro (17.902 il rilevamento precedente), con una 28esima posizione. Svetta Milano con 57.796 euro. E Como si piazza addirittura in terza posizione per la spesa pro capite in viaggi e turismo con la cifra di 1074 euro. In tema di consumi, la spesa media per beni durevoli delle famiglie vede Como in 16esima posizione con la cifra 2.823 euro. Mentre il prezzo medio di vendita della case in provincia si assesta sui 2.650 euro al metro quadro. Strettamente connesso all’aspetto economico quello del lavoro. Ecco allora che il tasso di disoccupazione giovanile (15-29 anni) è pari al 15% (19esima posto), mentre il tasso di occupazione raggiunge il 64,8% (tra i 15 e i 64 anni). Come detto il territorio fa registrare il segno negativo – addirittura l’82esima posizione – nel settore cultura e tempo libero. È solo 99esima per il numero di librerie esistenti ogni 100mila abitanti con soli 4,7 negozi di questa natura. Ben 97esima in classifica, con 753 posti a sedere ogni 100mila abitanti in ambito di sale cinematografiche e infine nelle retrovie anche per la spesa di soli 21 euro al botteghino per spettacoli.
Inoltre da uno sguardo alla voce giustizia emerge un 58esimo posto per le rapine che ammontano a 27,5 ogni 100mila abitanti e 59,6 i furti sempre ogni 100mila abitanti. Infine la speranza di vita media a Como è di 83,4 anni.

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