Qualità della Vita, Como perde 4 posizioni. In classifica la provincia è al 40esimo posto

Como dall'alto

Qualità della Vita, la storica indagine del “Sole 24 Ore”, compie 30 anni e dà i numeri.
E nella graduatoria del 2019, Como perde 4 posizioni rispetto all’anno scorso collocandosi al 40esimo posto nell’elenco formato dalle 107 province italiane.
Un calo contenuto rispetto al tracollo di altre realtà lombarde come, ad esempio, Lecco che ha smarrito in un anno 18 posizioni pur conquistando un 30esimo posto. Balzo in avanti per Varese giunta sul 29esimo gradino con un guadagno di 16 posti. In vetta trionfa, per il secondo anno consecutivo, Milano, seguita da Bolzano e Trento. In coda Foggia, Crotone e ultima Caltanissetta.
Questa una prima visione d’insieme della graduatoria finale, composta dall’analisi di ben 90 indicatori che sono stati analizzati e racchiusi in 6 aree tematiche (Ricchezza e consumi, Affari e lavoro, Ambiente e servizi, Demografia e società, Giustizia e sicurezza, Cultura e tempo libero).
Ma, come detto, questa è la 30esima edizione dell’indagine del quotidiano di Confindustria e per celebrare la ricorrenza, grazie alle analisi e ai dati messi a disposizione, è possibile ricostruire l’andamento del territorio negli ultimi tre decenni. La provincia di Como è partita nel 1990 – primo anno della Qualità della Vita – in 41esima posizione. Oggi, dopo 30 anni, ottiene un 40esimo posto. La posizione migliore l’ha ottenuta nel 2015 quando si issò fino al 15esimo posto mentre la classifica peggiore risale al 2009 con un 74esimo gradino nel ranking. La provincia comasca non è mai salita sul podio generale anche se nell’edizione del 2015 è stata medaglia d’argento nella categoria “Ricchezza e consumi”, mentre ha ottenuto un terzo posto nel 1992 in ambito “Affari e lavoro”. Altre curiosità di questi primi 30 anni di indagine, messi sempre sotto la lente di ingrandimento dal lavoro del quotidiano di Confindustria hanno evidenziato come nelle annate 1991, ’92 e ’93 Como brillava per essere il territorio con il più basso numero di iscritti nelle liste di collocamento.
Infine un raffronto tra i cambiamenti avvenuti a livello generale nei sei diversi settori in questi 30 anni mette in evidenza come la provincia comasca sia passata, ad esempio, dal nono posto del 1990 al 41esimo del 2019 in ambito “Ricchezza e consumi”, dunque in netto peggioramento. Così come si è scesi al 52esimo posto del 2019 in tema “Affari e lavoro” rispetto al 15esimo posto del 1990. Ultimo aspetto negativo è quello relativo a “Cultura e tempo libero” con una perdita di ben 25 posti, dal 36esimo del 1990 all’attuale 61esimo.
Miglioramenti invece quando si parla di “Giustizia e sicurezza” con un passaggio dalla 67esima posizione del 1990 alla 31esima del 2019.
Si cresce anche in “Ambiente e servizi” con l’attuale 31esimo posto rispetto al 56esimo del 1990. Infine, la voce “Demografia e società” ha fatto segnare un passaggio dalla 47esima alla 26esima posizione.

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