Qualità della vita, Como perde sei posizioni

altLa nostra provincia scende dal 36° gradino al 42° posto nella classifica nazionale
Como perde posizioni. Per la precisione scende di 6 posti rispetto all’anno passato. Si sta ovviamente parlando della tradizionale classifica stilata, a fine anno, dal “Sole 24 Ore” sulla qualità della vita nelle province italiane. E se nel 2012 il territorio comasco occupava il 36° gradino oggi si colloca in 42ª posizione. In vetta la provincia di Trento che si issa sul gradino più alto del podio, rispetto al terzo posto del 2012. Argento per Bolzano, nel 2012 trionfatrice, e terza Bologna

che guadagna ben 7 posizioni e si conquista la medaglia di bronzo.
L’analisi prende in considerazioni ben 36 tra aree e indicatori differenti per arrivare alle pagelle finali che fotografano, nel loro complesso, la vita delle province italiane.
Rispetto al resto della Lombardia, Como, pur retrocedendo, si lascia alle spalle le province di Lecco (che ha però guadagnato ben 12 posizioni raggiungendo il 45° posto), Varese (46ª), Brescia (53ª), Lodi (65ª) e, ultima nella nostra regione, la provincia di Pavia al 66° posto.
Analizzando le singole voci, all’interno delle varie aree tematiche emergono alcuni dati interessanti sul territorio comasco.
Partendo dalla graduatoria riguardante il tenore di vita (area in cui Como perde posizioni e si attesta al 40° posto), si può osservare come il Pil pro capite sia pari a 25.096 euro (i dati sono tutti riferiti al 2012), somma che ci piazza in 41ª posizione. Si sale al 31° gradino in tema di depositi per abitanti con 20.426 euro. Decisamente in alto – 13° posto – il dato relativo all’importo medio delle pensioni, che è di 887,25 euro. Sempre nella stessa area, la provincia occupa una posizione peggiore in relazione al costo di una casa in zona semicentrale che vede Como e provincia in 92ª posizione con circa 2.750 euro al metro quadrato.
Passando alla graduatoria relativa all’area servizi, ambiente e salute, Como è 22ª. Una collocazione assolutamente di riguardo benché il trend, sempre rispetto al passato, faccia registrare il segno meno. Spicca in maniera decisamente positiva però il comparto della sanità. Qui, ad esempio, il tasso di emigrazione ospedaliera (nel 2012) è pari al 2,15% con la provincia lariana in quarta posizione dopo altre tre realtà lombarde, rispettivamente Bergamo, Lecco e Sondrio.
Passando al settore infrastrutturale, invece, l’indice Tagliacarne (che analizza appunto la dotazione infrastrutturale, esclusi i porti) ci colloca al 42° posto su 107 province. Mentre in tema di velocità della giustizia, le cause evase rispetto a quelle nuove pendenti è pari al 45,25% (24ª posizione).
Numeri negativi anche sul fronte “popolazione” dove la posizione è la 69ª su 107 province. Nello specifico: la densità demografica, ovvero il numero di abitanti per chilometro quadrato, è pari a 458,73 persone. Cifra che fa sprofondare la provincia al 100° posto. I divorzi e le separazioni ogni 10mila famiglie sono invece 56,81 (68ª posizione). Sul tema degli investimenti nella formazione, in provincia di Como il numero di laureati ogni mille giovani tra i 25 e i 30 anni è pari a 67,52 (67ª posizione).
Tornando alla classifica nazionale, va infine sottolineato come, in Lombardia, la provincia meglio piazzata sia Milano (decima) immediatamente seguita da Sondrio. In coda alla graduatoria nazionale si posizionano Reggio Calabria al 105° posto, Palermo penultima e, in fondo, Napoli.

Fabrizio Barabesi

Nella foto:
Il prezzo delle case, tra i più cari d’Italia, è uno dei punti dolenti della provincia lariana

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