Quando la vita di un giovane vale meno di zero

Il romanzo shock
(l.m.) È una lettura che fa male ma apre gli occhi, Zero alla N di Martita Fardin (eBook 3,99 euro), scrittrice che in passato già si è immersa in temi di interesse sociale. Si è occupata del difficile tema dell’anoressia con il romanzo ValeAna (Elliot, 2009). E con un blog ha sondato il mondo degli adolescenti, le loro ansie, le loro paure. Ora, qui ne dà un ritratto senza sconti. Duro. Scabro. Diretto. Sono giovani ciechi immersi nel buio di esistenze modello “fast food” che valgono

“meno di zero”, per citare il titolo di un famoso romanzo di Bret Easton Ellis che ha forse ispirato Martita. Sono ragazzi in cerca di identità, esistenziale e sessuale, che si atteggiano a grandi abusando di alcol e sostanze psicotrope con la stessa energia con cui si drogano di abiti firmati, prodotti della tecnologia e facile turpiloquio. Attraverso i vari intrecci di storie che ruotano attorno a un liceo lariano “Vip” e alla “Como bene” che nasconde nefandezze di ogni genere, emerge il ritratto sconvolgente di una generazione sconvolta e perduta, quasi irrecuperabile, che rifiuta il dialogo con chi l’ha messa al mondo, cioé chi ha buona parte delle colpe di questo clamoroso deficit educativo.

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