Quattordici anni di maltrattamenti. Picchiava e violentava la moglie, 39enne a processo

Carabinieri

Il 23 agosto 2019, in un paese della Tremezzina, i carabinieri della stazione del comune lariano intervennero in una casa per salvare una donna dal marito. In quelle ore era avvenuta l’ennesima aggressione, quella che portò sul tavolo del pubblico ministero Massimo Astori i racconti che sono poi confluiti in un fascicolo di indagine con le accuse non solo di maltrattamenti in famiglia (spesso di fronte ai bambini minori della coppia) ma anche di violenza sessuale.
Una vicenda che è ora approdata in aula, dopo la scelta della difesa di affidarsi al rito Abbreviato (il pm aveva chiesto in un primo momento il giudizio Immediato). Le violenze sarebbero proseguite per anni, dall’agosto 2005 fino al mese di novembre del 2019. Il marito infatti, di origine turca (39 anni), avrebbe proseguito anche dopo la denuncia formulata dalla vittima, datata settembre 2019, ovvero all’indomani dell’intervento dei carabinieri nella casa della famiglia. La lista delle contestazioni è lunga: l’uomo viene accusato di aver minacciato abitualmente (anche di morte) la consorte, senza lesinare pure l’utilizzo di un coltello. Il marito avrebbe poi impedito alla moglie di parlare con altri uomini, di frequentare i colleghi di lavoro, di parlare con i sanitari in occasione delle visite mediche, punendola – nel caso non rispettasse le regole – con calci, pugni, lanci di suppellettili e altro. Nelle accuse ci sono anche tre gravidanze interrotte per volontà del marito. Contro l’uomo ci sono le parole della moglie, ma anche quelle di una amica della vittima, quelle degli assistenti sociali che seguivano la situazione, e pure quelle di uno psichiatra che aveva curato la moglie nel 2013.

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